Mattéo Bocelli tra eredità musicale e nuova strada pop: il racconto del giovane artista
La musica è nel sangue della famiglia Bocelli da generazioni. Matteo, figlio di Andrea, ha scelto di fare delle note la sua vita, ma con un percorso diverso rispetto al padre. Il suo ultimo album fonde influenze classiche italiane e colori pop moderni, aprendosi a un pubblico internazionale. Il nome famoso, però, porta con sé aspettative e sfide che il giovane artista affronta con determinazione. Dai primi provini con David Foster ai duetti internazionali, fino al tour mondiale e alla possibilità di Sanremo, ecco la storia di Matteo Bocelli, raccontata dal protagonista.
Un inizio precoce tra studio e provini con David Foster
Matteo Bocelli ha respirato musica fin dall’infanzia, cresciuto tra melodie e registrazioni in casa. Fin da giovane ha mostrato una passione autentica per il canto, non semplice imitazione del padre, ma una spinta profondamente sua. A soli sedici anni, David Foster, produttore di fama, gli aveva offerto l’opportunità di incidere un album, dopo un provino rimasto impresso. Andrea Bocelli decise però di rimandare quel passo, trovandolo prematuro. Matteo ha passato molte ore in studio, spingendo il tecnico del suono a dargli spazio per provare e sperimentare.
Nel 2018 si è fatto conoscere con “Fall on Me”, un duetto che ha segnato la sua prima risonanza internazionale. Da quel momento è cresciuto artisticamente, lavorando con maggiore consapevolezza e mettendo a frutto le esperienze accumulate on the road, tra tournée e registrazioni domestiche, elementi decisivi per la realizzazione del secondo album “Falling in Love”. Questo progetto ha richiesto più di due anni di dedizione e si presenta come l’espressione di un artista che ha iniziato a delineare con chiarezza il proprio stile e la propria direzione musicale.
L’eredità del cognome bocelli: opportunità e aspettative
Portare il cognome Bocelli apre molte porte, come racconta Matteo. Oltre alle occasioni, con il nome del padre arrivano anche pressioni e attenzione da parte di chi si aspetta un percorso simile. Qualcuno avrebbe voluto vederlo nelle orme del padre, con un repertorio classico, ma il giovane ha scelto di seguire la propria sensibilità e di orientarsi verso il pop, mantenendo comunque radici italiane. Il suo percorso è un atto di libertà rispetto a un destino già tracciato, anche se consapevole di dover dimostrare molto ancora.
La voce di Matteo e il suo modo di cantare hanno trovato particolare apprezzamento all’estero, soprattutto negli Stati Uniti. Vuole infatti parlare al pubblico internazionale, elemento che emerge dall’uso prevalente dell’inglese nelle sue canzoni. Nonostante ciò, considera la ricchezza della lingua italiana e la tradizione del bel canto un elemento fondamentale, uno dei punti di forza della musica italiana nel mondo. Ha inserito nell’album alcune cover rappresentative, come “Caruso” e “La mia storia fra le dita” di Gianluca Grignani, quest’ultima eseguita insieme all’autore.
Scelta delle cover e relazione con altri artisti italiani
Tra le tracce dell’album, la presenza di “Caruso” ha un significato personale per Matteo, diventato ormai un brano familiare negli anni e mai prima d’ora inciso ufficialmente. Per “La mia storia fra le dita” la scelta di collaborare con Gianluca Grignani è nata da una proposta diretta del cantante, accolta con entusiasmo da Matteo. La contemporanea cover dello stesso pezzo da parte di Laura Pausini ha provocato un po’ di confusione, anche perché Matteo aveva pensato a un duetto con lei, proposta però non andata avanti.
L’artista conserva un legame affettuoso con Laura Pausini, che definisce quasi di famiglia, ricordando una foto insieme da bambino e il sostegno a distanza lungo la carriera. Questa situazione però non ha compromesso il rispetto reciproco: è un episodio nato da coincidenze piuttosto che da scelta programmata, con possibilità di future collaborazioni aperte.
Tracce italiane e collaborazioni internazionali
“Oltre ai brani in inglese, l’album contiene “Amnesia d’amore”, scritta da Davide Petrella e Francesco Catitti originariamente per Andrea Bocelli”. *Matteo scherza sul fatto di averla “presa in prestito”, ma con questo pezzo porta anche un legame diretto col padre. A livello internazionale cita come riferimento Ed Sheeran, con cui ha lavorato nel singolo *“Chasing Stars”. Apprezza non solo la capacità di scrittura di Sheeran, ma anche il modo con cui riesce a intrattenere grandi platee con strumenti semplici.
Pur orientandosi verso il pop, Matteo ascolta generi diversi, mostrando una curiosità musicale che lo porta a esplorare suoni lontani dal proprio. Questo approccio lo distingue come artista interessato a modi espressivi diversi e a crescere confrontandosi con esperienze sonore variegate.
Sanremo, il palco atteso e il rapporto con l’Italia
Il nome di Matteo Bocelli viene spesso accostato al Festival di Sanremo, manifestazione alla quale è già stato ospite insieme al padre. Tuttavia spiega che quel palco richiede una preparazione sostanziosa: un momento da conquistare con capacità mature e consapevolezza. Al momento non si sente pronto a presentarsi come concorrente, ma riconosce il valore di quel palco per un artista italiano.
Resta per lui l’esperienza più emozionante e forse la più impegnativa, un luogo carico di significati legati alle radici artistiche e personali. Da italiano sente la connessione profonda che quel festival suscita, anche rispetto ai palchi internazionali di richiamo mondiale sui quali ha cantato.
Tour mondiale con messaggi di pace e tappa italiana a lajatico
L’autunno sarà dedicato a un nuovo tour mondiale con “Falling in Love”. Matteo attraverserà Stati Uniti e Regno Unito, portando non solo la sua musica ma anche un messaggio di pace, particolarmente rilevante in un periodo segnato da conflitti. La tournée comprenderà molte tappe, ma in Italia la data confermata è il 21 luglio 2026 al Teatro del Silenzio di Lajatico, il luogo fondato da Andrea Bocelli, che ogni anno richiama appassionati di musica classica e spettacoli dal vivo.
Questo appuntamento rappresenta un ritorno a casa per Matteo, un evento atteso dopo anni di lavoro e spettacoli in giro per il mondo. La scelta di esibirsi nel teatro creato dal padre sottolinea il legame familiare e lo spazio che troverà nel panorama musicale italiano dei prossimi anni.
