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Metro Linea 10: un nuovo stop e speranze che arrancano

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Un progetto lungo e ambizioso, ma nei fatti indispensabile per un territorio che ospita un bacino di centinaia di migliaia di cittadini. Un progetto, però, che nonostante il lavoro del comitato linea 10 del Presidente Antonio Esposito, fautori nonchè portavoci, non riesce ad intravedere luce nè speranza. Stiamo parlando della linea 10 della metropolitana, una linea che prevederebbe un collegamento logistico importantissimo, ovvero quello tra piazza Carlo III – partendo dal Museo – fino alla nuova stazione TAV di Afragola, passando per i Ponti Rossi, Capodichino, Casoria e Casavatore. Riportiamo in merito – e per intero – il recente comunicato del comitato:

L’esperienza di questi ultimi anni per quanto riguarda la Linea 10 della metropolitana di Napoli dimostra una volta di più che il nostro Paese e Napoli in particolare non ha bisogno di Patti firmati come passerelle elettorali né di improvvisazione. Eppure ci avevamo creduto. La Linea 10 rappresenta un’opera fondamentale per la decongestione del Centro di Napoli, il collegamento dell’hinterland a Nord attraversando, a partire dal Museo, piazza Carlo III, Capodichino, Casavatore, Casoria, Afragola per fermarsi al nodo TAV.
Avevamo creduto che quei due stanziamenti – di 5 milioni di € per la progettazione e di 305 milioni di € per la costruzione della prima tratta – contemplati nella delibera giunta regionale 306 del 28 giugno 2016, rappresentassero una luce di speranza per le centinaia di migliaia di cittadini per i quali la realizzazione della Linea 10 rappresenterebbe un notevole miglioramento della qualità delle loro vite.

Fondi disponibili, dicevano. Programmazione Fondi Coesione e Sviluppo 2014-2020. Anche se i 305 + 5 milioni non erano assolutamente abbastanza per l’intera opera ma andavano a finanziare solo uno dei tre lotti – quello da Piazza Di Vittorio alla stazione delle Ferrovie dello Stato di Casoria, sicuramente la meno utile – accogliemmo la notizia con entusiasmo anche di fronte alla prospettiva di avere un’opera completata nell’arco di un ventennio, pensando che i nostri figli e nipoti avrebbero potuto beneficiarne.

Provammo a convincere la Regione Campania dell’opportunità di cominciare i lavori a partire dalla tratta da Museo a piazza Di Vittorio o rimodulare i lotti in maniera tale da completare sin da subito parte della penetrazione cittadina fino a Carlo III. Ci fu risposto da un annoiato Consigliere Regionale con delega ai Trasporti (Luca Cascone) che la Regione avrebbe finanziato con il primo stanziamento di 5 milioni la riprogettazione totale dell’opera e che quindi non aveva senso parlare di dove cominciare a costruire.

Riuscimmo nell’intento di sollecitare una maggiore partecipazione del Comune di Napoli a questa nuova progettazione ottenendo la massima disponibilità ed interessamento da parte dell’Assessore Mario Calabrese che richiese formalmente alla Regione Campania di essere coinvolto sin dalle prime fasi della nuova progettazione. Richiesta, però, che è caduta nel vuoto non avendo l’Assessorato ricevuto alcuna risposta.

Siamo arrivati alla metà del 2018 e non c’è alcuna gara per la nuova progettazione. Se fosse bandita domani non verrebbe assegnata prima della fine dell’anno e, trattandosi di un’opera imponente su un territorio urbanisticamente disordinatissimo, non prenderà meno di un anno per il completamento. Le speranze di vedere posata la prima pietra sono praticamente al lumicino e quelle di vedere una prima tratta funzionante nell’orizzonte di spesa dei fondi stanziati inesistenti.

Ancora una volta in questi ultimi 15 anni ci troviamo di fronte ad un nulla di fatto a cui sentiamo il dovere di reagire e a ribadire con forza che Foria non può annegare nel traffico, che non è ammissibile che a piazza Carlo III non venga restituita la sua storica funzione di porta monumentale della città e che sia tagliata fuori dal sistema del ferro da 60 anni, che ai Ponti Rossi non vivono cittadini di serie B.

La Regione Campania con la sua inerzia paralizzante nella spesa dei fondi del Patto per la Campania affossa colpevolmente le ambizioni di una parte fondamentale della città di Napoli e perpetua la condanna all’isolamento di un’infrastruttura strategica con la stazione TAV.
È necessario interrompere questo immobilismo con ogni mezzo. È responsabilità di tutti i cittadini e dello stesso Comune di Napoli da cui ci attendiamo sul tema un vigoroso appoggio istituzionale.

È necessario superare la logica che pare far prevalere la competenza esclusiva della Regione o del Comune per i progetti di sviluppo del sistema del ferro sul territorio cittadino: esattamente come da un lato salutiamo con piacere l’avvio da parte del Comune dell’iter per la realizzazione del collegamento del rione Sanità con la metropolitana di Materdei dall’altro ci aspettiamo dal Comune un impegno decuplicato per la realizzazione di un’opera che non le appartiene in termini di stazione appaltante ma che risulta immensamente più strategica per la città di Napoli.

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