Michele Misseri: la confessione sul delitto di Sarah Scazzi e la sua battaglia per l’innocenza di moglie e figlia

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Michele Misseri La Confession

Michele Misseri: la confessione sul delitto di Sarah Scazzi e la sua battaglia per l'innocenza di moglie e figlia - ilvaporetto.com

Michele Misseri, dopo quasi otto anni di detenzione per il delitto di sua nipote Sarah Scazzi, ha rilasciato un’intervista sconvolgente nel corso della trasmissione “Farwest” condotta da Salvo Sottile su Rai3. Durante l’intervista, Misseri ha ricostruito passo dopo passo il giorno in cui ha commesso l’omicidio, svelando dettagli scioccanti. Ma nonostante la sua confessione, continuerà a sostenere l’innocenza di sua moglie Cosima Serrano e sua figlia Sabrina, entrambe condannate all’ergastolo per il crimine.

Parte 1: La confessione scioccante

La prima parte dell’intervista verte sulla confessione dettagliata del delitto da parte di Misseri. L’uomo ha descritto il momento in cui, durante un acceso litigio con Sarah, ha reagito in maniera violenta e ha strangolato la sua nipote. Ha spiegato di aver agito in preda all’ira a causa di un caldo al cervello, senza riuscire a fermarsi fino a quando non ha compreso che Sarah era morta. La sua versione dei fatti lascia intuire una mente tormentata e confusa, incapace di comprendere pienamente le conseguenze delle proprie azioni.

Parte 2: Il luogo del delitto e i ricordi dolorosi

Nella seconda parte dell’intervista, Misseri rivela di aver trasportato il corpo di Sarah in una zona rurale e di averla nascosta sotto un albero di fico. Questa scelta di luogo sembra essere intrisa di simbolismo per l’uomo, infatti confessa di aver associato quell’albero a ricordi traumatici della sua infanzia. Qui, sua figlia Sabrina e lui venivano legati e maltrattati da suo padre. Nonostante la terribile esperienza vissuta sotto quell’albero, Misseri ha scelto di nascondere il corpo di Sarah proprio in quel luogo, forse come una sorta di rituale di espiazione dei propri peccati.

Parte 3: La battaglia per l’innocenza di moglie e figlia

Nell’ultima parte dell’intervista, Misseri sottolinea la sua convinzione che sua moglie e sua figlia siano innocenti. Ha scritto loro più di 500 lettere durante la sua detenzione, ma non ha mai ricevuto una risposta. Questo ha causato un profondo senso di colpa in lui, che lotta per vivere ogni giorno con il peso delle sue azioni. Continua a credere che sia lui l’unico colpevole di questo orribile crimine e spera di poter tornare in carcere, avendo coscienza del suo ruolo nella morte di Sarah. Al tempo stesso, auspica che sua moglie e sua figlia vengano liberate perché, secondo lui, sono state ingiustamente condannate.

In conclusione, l’intervista di Michele Misseri ha gettato nuova luce su questa tragica vicenda, con le sue rivelazioni scioccanti e la sua lotta per l’innocenza di familiari. Sono ancora molti i dettagli da svelare e le verità da scoprire, ma una cosa è certa: questa storia rimarrà scolpita nella memoria collettiva come uno dei casi più controversi degli ultimi anni. La ricerca della verità e della giustizia continua per Sarah Scazzi e per coloro che sono stati coinvolti in questo doloroso episodio della cronaca italiana.

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