Michelin spinge sul nuovo regolamento Euro 7 per tagliare le emissioni da usura pneumatici
La nuova normativa europea Euro 7 mette sotto stretta sorveglianza le emissioni di particelle causate dall’usura dei pneumatici, un problema serio per la qualità dell’aria in Europa. Michelin ha subito mostrato il suo appoggio a questa legge, che per la prima volta tenta di mettere un freno a queste emissioni. L’azienda punta a rispettare le nuove regole con misure affidabili e continua a investire per ridurre l’impatto ambientale dei suoi prodotti.
Euro 7: la svolta sulle emissioni da usura pneumatici
Approvato nell’aprile 2024, il regolamento europeo Euro 7 segna una vera novità nel modo di controllare l’inquinamento. A differenza delle norme che c’erano prima, questa volta non si guarda solo alle emissioni di scarico, ma anche alle particelle generate dall’usura di pneumatici e freni. Queste particelle sono una parte importante del particolato che respiriamo ogni giorno.
In pratica, Euro 7 stabilisce limiti chiari per ridurre questi inquinanti, con l’obiettivo di rendere la mobilità più pulita e sostenibile. I veicoli dovranno mantenere nel tempo le prestazioni anti-inquinanti, grazie anche a sistemi di monitoraggio digitale in tempo reale. L’adeguamento sarà graduale: auto e veicoli leggeri dovranno rispettare le nuove regole entro il 2026-2027, mentre i mezzi pesanti avranno tempo fino al 2028.
Con questa norma si riconosce finalmente l’importanza del problema delle emissioni da usura pneumatici. Le particelle che si disperdono nell’aria mentre guidiamo causano danni sia all’ambiente che alla salute. Regolarle era diventato indispensabile, soprattutto per rispettare gli obiettivi europei sulla qualità dell’aria.
Particelle da usura pneumatici: quante sono e perché misurarle è difficile
Il trasporto su strada in Europa produce quasi mezzo milione di tonnellate di particelle di usura dai pneumatici ogni anno. Questi residui, quasi sempre invisibili, si diffondono nell’atmosfera aumentando il particolato fine, che è legato a rischi per la salute. Ma la vera sfida resta trovare un modo affidabile per misurare queste emissioni.
Oggi si usano due metodi diversi. Il primo prevede test su strada, in condizioni reali di guida, che danno risultati precisi e ripetibili. L’altro metodo si basa su prove in laboratorio con un tamburo rotante, che però si affida a parametri parziali e poco chiari. In circa il 28% dei casi, i risultati tra test su strada e in laboratorio differiscono molto per lo stesso pneumatico.
Questa differenza crea problemi sia per l’ambiente sia sul piano economico, perché misurazioni poco accurate possono portare a valutazioni sbagliate dei prodotti. Michelin sostiene con forza che i test su strada dovrebbero essere il riferimento principale, pur continuando a lavorare su metodi di laboratorio che potrebbero integrare le misure in futuro.
Michelin in prima linea tra ricerca e prestazioni ambientali
Michelin da tempo investe nella ricerca per capire e ridurre l’abrasione dei pneumatici, impegnandosi a rendere i suoi prodotti più sostenibili. Dal 2005 il gruppo ha intensificato gli studi per misurare con precisione le emissioni legate all’usura delle gomme.
A giugno 2025, un’indagine di ADAC su 160 modelli di pneumatici ha mostrato che quelli Michelin emettono in media il 26% di particelle in meno rispetto ai quattro concorrenti di fascia premium. Un risultato che conferma uno studio del 2022, dove il marchio aveva già dimostrato un miglioramento del 28% rispetto alla media del mercato.
Questi dati rafforzano la posizione di Michelin come leader nella mobilità più attenta all’ambiente, anche per quanto riguarda le emissioni non legate ai gas di scarico. L’azienda ha annunciato che sarà pronta a rispettare le richieste di Euro 7 già dal 2028 con i nuovi prodotti, estendendo la conformità a tutte le gamme auto entro il 2030.
Le mosse di Michelin dimostrano quanto sia importante la collaborazione tra normative e industria per abbattere l’inquinamento da veicoli, anche su fronti meno evidenti ma fondamentali per la salute pubblica e l’ambiente.
