Mondial Des Vins Extrêmes 2025: 1001 vini da 372 aziende di 17 Paesi in gara a Sarre
Una selezione di vini da vigneti con terreni impervi e altitudini elevate, provenienti da tutto il mondo, sarà al centro della 34ª edizione del Mondial des vins extrêmes. Il concorso si propone di mettere in luce le particolarità di una viticoltura legata a condizioni naturali difficili, coinvolgendo produttori internazionali che affrontano sfide uniche nella coltivazione della vite. Le valutazioni si terranno nella cittadina di Sarre a fine settembre, in un contesto dove si conferma l’importanza di preservare paesaggi e biodiversità attraverso la produzione enologica.
Crescita internazionale e geografia dei partecipanti
La competizione del 2025 vedrà la partecipazione di 1.001 vini provenienti da 372 aziende distribuite in 17 Paesi. Tra le novità segnaliamo per la prima volta l’ingresso di vini albanesi, un segnale del crescente interesse verso la viticoltura eroica nel bacino europeo. Inoltre emerge una presenza più marcata dell’Europa dell’Est, che sta rafforzando la sua posizione nel concorso. La Spagna mantiene invece il primato tra i paesi esteri con il maggior numero di adesioni. Dal lato italiano, la rappresentanza coinvolge ben 18 regioni, coprendo così una vasta area con condizioni diverse, ma accomunate da territori impervi o particolarmente complessi da coltivare.
Questi dati confermano come il Mondial des vins extrêmes si stia diffondendo sulla scena internazionale, dimostrando una capacità di attrarre produttori che valorizzano terroir difficili e tecniche di coltivazione tradizionali ma resistenti al tempo.
Caratteristiche e selezione dei vini ammessi al concorso
I vini in gara sono suddivisi in nove categorie basate su tipologia, annate e caratteristiche organolettiche. Per i bianchi si distinguono quelli tranquilli con annata 2024 e residuo zuccherino fino a 6 grammi per litro, separati da quelli prodotti nelle annate precedenti con identici parametri di zucchero. È presente anche la categoria dei bianchi tranquilli semidolci con residuo zuccherino compreso tra 6,1 e 45 grammi per litro.
I rossi si dividono in due gruppi: annate 2023 e 2024 da una parte, e 2022 o precedenti dall’altra. La rosa di categorie si completa con i rosati tranquilli, i vini spumanti, quelli dolci con zucchero superiore a 45,1 grammi per litro e i vini liquorosi.
Un elemento cruciale nel regolamento è che tutti i vini debbano derivare da vigneti caratterizzati da difficoltà strutturali permanenti. Queste possono essere monitorate in base a diversi criteri: altitudine sopra i 500 metri sul livello del mare , pendenze del terreno superiori al 30%, sistemi di coltivazione su terrazze o gradoni, oppure viticolture situate su piccole isole. La selezione mira così a valorizzare prodotti legati a condizioni geografiche e climatiche particolari.
Conferma e importanza di un concorso dedicato alla viticoltura eroica
Il presidente del Cervim, Nicola Abbrescia, ha sottolineato come il concorso mantenga una posizione solida nonostante le difficoltà attuali nel settore vitivinicolo globale. La situazione internazionale presenta sfide come l’incertezza legata ai dazi commerciali e le difficoltà economiche, eppure il Mondial des vins extrêmes continua a crescere per numero di partecipanti e qualità.
Secondo Abbrescia il concorso ha il ruolo di valorizzare realtà territoriali che rappresentano vere e proprie “isole” di biodiversità viticola. Queste aree non solo custodiscono colture uniche e metodi tradizionali, ma salvaguardano anche paesaggi che rischierebbero di sparire in assenza della coltivazione della vite. Il concorso si conferma un punto di riferimento per chi vuole tutelare, attraverso la produzione di vino, territori marginali e difficili.
In un contesto in cui l’attenzione ai cambiamenti ambientali e alla sostenibilità cresce, il premio alza il valore di quei vigneti in grado di sfidare condizioni naturali estreme e mantenere vive tradizioni agricole legate a specifici luoghi geografici. La manifestazione si svolgerà il 20 e 21 settembre a Sarre, con una giuria chiamata a valutare i tanti vini in gara e fornire così un quadro aggiornato sulla viticoltura eroica a livello mondiale.
