Napoli 2025: Giovanni Manna tra mercato intenso e gestione tecnica, tra De Laurentiis e Conte

di Andrea Presto

Giovanni Manna guida il Napoli tra mercato e strategie con De Laurentiis e Conte. - Ilvaporetto.com

Il Napoli ha affrontato una sessione di mercato molto attiva nel 2025, con Giovanni Manna, direttore sportivo nato nel 1988, protagonista delle trattative più rilevanti. Dalla trattativa per Rasmus Hojlund alle cessioni di Osimhen e Raspadori, la gestione di un mercato che ha coinvolto migliaia di giocatori ha segnato la stagione del club partenopeo. In questo quadro, Manna ha lavorato a stretto contatto con il presidente Aurelio De Laurentiis e l’allenatore Antonio Conte, contribuendo alla definizione della squadra.

La formazione e l’ascesa di Giovanni Manna nel calcio

Giovanni Manna è nato nel 1988 e ha iniziato il suo percorso nel calcio in Svizzera, al Lugano, dove il suo ruolo non era ancora ben definito. Ha maturato esperienza a Torino, sotto la guida di figure come Cherubini, Paratici e Allegri, da cui ha appreso metodi e strategie poi applicati a Napoli. Nel maggio scorso è stato scelto da De Laurentiis come direttore sportivo, una nomina che ha attirato attenzione per la sua giovane età e per la scelta poco convenzionale rispetto al passato. Se la Juventus sotto Agnelli avesse proseguito quel percorso, probabilmente Manna sarebbe stato promosso in prima squadra.

Da quando è arrivato a Napoli, Manna ha mostrato ambizione e molte idee, tradotte in trattative importanti. Due estati fa ha tentato di acquistare Lukaku, un’operazione che non si è conclusa positivamente, ma che ha dimostrato la volontà di puntare su giocatori di alto livello. In questo percorso ha ricevuto il sostegno di Allegri, che ha accompagnato la ricerca e la negoziazione.

Il ruolo di direttore sportivo in un contesto complesso

Il ruolo del direttore sportivo nel calcio attuale presenta molte difficoltà. Le società spesso si affidano a intermediari, agenti e reti diverse, che comprendono amici, parenti e figure controverse, complicando la gestione diretta del mercato. In questo scenario, il lavoro di Manna si distingue: deve districarsi in queste dinamiche mantenendo stabilità e visione nella costruzione della squadra.

Al Napoli, il direttore sportivo dialoga quotidianamente con De Laurentiis e Conte. Con il presidente deve rispettare budget e strategie di investimento, mentre con l’allenatore si confronta sulle caratteristiche tecniche dei giocatori richiesti. Questo ruolo richiede di gestire sia gli aspetti economici sia quelli umani, come dimostrato nella gestione di situazioni delicate con giocatori come Anguissa e Lobotka, risolvendo malumori che avrebbero potuto compromettere l’armonia del gruppo.

Una stagione di mercato tra trattative e scelte

La sessione di mercato 2025, appena conclusa, ha visto Manna impegnato su circa 1.720 calciatori provenienti da 25 nazioni. Non si è limitato a valutare i nomi più noti, ma ha mantenuto sotto osservazione una lista ampia, ridotta poi a circa 500 profili realmente considerati per trattative concrete.

Gli acquisti principali includono giocatori come De Bruyne, Lang, Milinkovic-Savic e Hojlund, con l’obiettivo di rafforzare soprattutto l’attacco e la difesa. Sul fronte delle cessioni, Osimhen è passato al Galatasaray, Raspadori all’Atlético Madrid e Kvara al Psg, parte di un piano di rinnovamento e di equilibrio salariale.

Queste operazioni seguono un modello organizzativo ispirato alle strategie di Paratici, con un lavoro accurato di scouting e negoziazione. La capacità di Manna di concludere gli affari nei momenti decisivi ha permesso al Napoli di rafforzarsi mantenendo la competitività su più fronti.

Le sfide personali e professionali di Manna

Nel corso della sua attività, Manna ha affrontato anche difficoltà personali. Un infortunio al tendine d’Achille ha rallentato il suo lavoro e ha dato origine a diverse interpretazioni sulle cause, con almeno dieci versioni circolate.

Nonostante ciò, ha continuato a svolgere il suo ruolo senza rinunciare al confronto e alle sfide quotidiane. La sua capacità di gestire le pressioni interne, mantenere la concentrazione e portare avanti il progetto è stata riconosciuta anche da chi lo circonda. Il suo impegno si è concretizzato non solo nelle trattative, ma anche nella gestione degli equilibri dello spogliatoio.

La sua figura rappresenta un segnale positivo in un settore dove spesso il ruolo del direttore sportivo appare marginale o affidato a figure esterne. La scelta di De Laurentiis di puntare su un talento giovane, formato con metodi seri e diretti, indica la volontà di costruire con attenzione e concretezza.

Giovanni Manna resta un punto di riferimento per chi vuole vedere un club competitivo nascere da una costruzione attenta, fatta di numeri e relazioni umane, lavorando giorno dopo giorno nella complessità del calcio moderno.