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Napoli. Danno erariale di 29 milioni di euro per canoni irrisori su cave ed ex rifugi antiaerei

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Una lunga indagine, condotta dal primo gruppo Napoli della Guardia di Finanza per l’uso indebito di beni demaniali da parte di soggetti privati, ha aperto “il vaso di Pandora” su un patrimonio “nascosto” della città partenopea: le sue cave sotterranee.

Stando alle prime ricostruzioni, ben 30 cave sono prive di concessione o gestite con canoni estremamente irrisori, creando mancati introiti dal valore di circa 29 milioni di euro. In base a ciò, sono scattate le richieste di risarcimento per nove tra dirigenti e funzionari dell’agenzia del Demanio, ritenuti responsabili dell’inefficiente riscossione e del conseguente danno erariale.

Un quadro desolante, nel quale 3 note aree (Napoli Sotterranea, Tunnel Borbonico e Parcheggio Morelli) erano le uniche ad avere una regolare concessione, seppur con canoni irrisori, mentre le restanti 27 erano vere e proprie “occupazioni senza titolo”, con gestori di garage che pagano canoni a “proprietari apparenti”.

Secondo il vice procuratore Marco Catalano gli indagati, tra cui i direttori del Demanio dal 2008 Cesare Sarchiapone, Roberto Di Giannantonio, Dario Di Girolamo, Edoardo Maggini, “con prolungata inerzia non hanno effettuato quello che ci si aspetta che qualsiasi proprietario faccia: riscuotere i canoni o scacciare gli occupati abusivi“.

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