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“‘O sciore cchiù felice”: E’ Sbocciata la Primavera anche a Napoli Est

“‘O sciore cchiù felice”: è completata la settima opera al Parco dei Murales di Ponticelli

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Anche a Napoli Est, nel Parco dei Murales di Ponticelli, è sbocciata la primavera. Il degrado urbano che circolonda la periferia napoletana, lasciata a se stessa negli anni, ha quasi fatto scomparire il piacere della primavera, la stagione del risveglio della natura. A Napoli est, lì dove la società ha fallito, ci pensa l’arte a risollevare l’umore.

“‘O sciore cchiù felice”: è questo il nome dell’ultima opera di street art sbocciata nel Parco dei Murales di Ponticelli. Il settimo murales, curato da Inward Osservatorio sulla Creatività Urbana, porta la firma dell’artista piemontese Fabio Petani ed è dedicato al valore e alla conoscenza del territorio. 

Il murales è ispirato alla ricerca del botanico Aldo Merola, tra i più rilevanti direttori del Real Orto Botanico di Napoli. Un’opera, come l’intero intervento di INWARD nel “Parco dei murales”, che va ben oltre la sola funzione artistica, coinvolgendo in prima persona l’esperienza di bambini, ragazzi e famiglie del Parco Merola, interamente immerse nel progetto.

L’opera nasce soprattutto dall’immaginazione di chi quel territorio lo vive giorno dopo giorno. Gli stessi, successivamente ad una visita guidata al Reale Orto Botanico di Napoli, in particolare alla maestosa Serra Merola, hanno fatto emergere le preferenze per l’utilizzo di diversi colori, come il giallo e il viola, e di alcune forme, come quella del cerchio, oggi componenti portanti del maestoso murales. Un lodevole esperimento di creatività partecipata, con il fine di rigenerare coscienza e identità all’interno del quartiere periferico.

Ed è da questo splendido connubio tra cittadini ed associazioni che a Ponticelli è possibile ammirare un gigantesco esemplare di gigaro chiaro (arum italicum), specie a distribuzione mediterranea, presente nel Vallone di San Gennaro. Un fiore che fiorisce proprio a marzo, mese in cui hanno avuto inizio i lavori per l’opera.

Il gigaro in passato era considerata una pianta magica, capace di allontanare gli spiriti maligni. Proprio per questa sua caratteristica mistica veniva posta nelle culle con l’intento di proteggere i neonati. L’opera viene ad essere così un omaggio di buon auspicio ai giovanissimi del parco e dell’intero quartiere.

Il lavoro, solo l’ultimo di un progetto che va avanti oramai dal 2015, il quale ha visto la collaborazione di numerosi street artist internazionali, è in partnership con Linvea e vede la collaborazione del Real Orto botanico di Napoli – Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

 

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