Oltre 5mila viticoltori trentini uniti per gestire 6.350 ettari di vigneti e vendemmia coordinata con cavit

di Chiara Moretti

Oltre 5mila viticoltori trentini uniti per la vendemmia coordinata con Cavit - Ilvaporetto.com

Nel territorio della provincia di Trento, oltre cinquemila piccoli produttori di vino lavorano insieme su una superficie complessiva di circa 6.350 ettari coltivati a vite. Questa realtà è organizzata all’interno del consorzio Cavit, che si occupa di coordinare la raccolta delle uve e la produzione attraverso undici cantine sociali. Il modello cooperativo adottato permette di valorizzare la diversità del territorio trentino grazie a competenze e risorse condivise. In un’annata con condizioni climatiche impegnative, la vigilanza sulle vigne è stata particolarmente accurata per garantire vini di qualità, frutto di un lavoro collettivo attento e preciso.

La struttura dei piccoli viticoltori trentini e il ruolo di cavit

La provincia di Trento conta circa 5.000 vignaioli, ognuno dei quali gestisce in media un’area vitata di 1,2 ettari. Complessivamente l’estensione delle vigne raggiunge i 6.350 ettari, rappresentando oltre il 60% della superficie vitata del territorio provinciale. Questa ampia comunità di produttori è organizzata nel consorzio Cavit, gruppo cooperativo che unisce undici cantine sociali. Cavit svolge una funzione di coordinamento, organizzando la raccolta delle uve e la produzione. La cooperazione all’interno del consorzio rappresenta il meccanismo attraverso cui si riescono a valorizzare le differenze di terroir e varietà presenti in Trentino, mettendo in comune competenze e risorse a favore di un risultato collettivo.

Lorenzo Libera, presidente di Cavit, evidenzia che la vendemmia annuale conferma il valore di questo modello cooperativo. “Grazie al lavoro di migliaia di viticoltori che coltivano con attenzione i propri appezzamenti, il consorzio riesce a produrre vini capaci di rispondere alle aspettative del mercato, con qualità distribuita su tutte le fasce di prezzo.” La compagine di piccoli conferitori rappresenta insomma un motore fondamentale per il vino trentino, capace di garantire una produzione articolata e rappresentativa del territorio.

L’attenzione al ciclo vegetativo e le sfide climatiche rilevate nella vendemmia 2025

L’annata 2025 ha richiesto una sorveglianza molto rigorosa durante la fase di maturazione delle uve. Andrea Faustini, responsabile del team agronomico ed enologico di Cavit, indica come le condizioni climatiche nei primi mesi della stagione siano state generalmente favorevoli, consentendo un buon accumulo di pigmenti e aromi nelle bucce d’uva. Tuttavia, l’esperienza segnala una crescente frequenza di periodi climatici difficili, che impongono una gestione sempre più puntuale e attenta del vigneto.

Il sistema di lavoro di Cavit prevede un monitoraggio costante, che va dalla conduzione in vigna fino alla scelta del momento ideale per la raccolta. Questa fase è determinante per assicurare che il vino finale mantenga caratteristiche coerenti con lo stile e il territorio, anche se la stagione presenta complessità o variazioni improvvise legate al cambiamento del clima. La precisione in ogni passaggio fa parte della strategia per mantenere elevati standard qualitativi nonostante le difficoltà crescenti legate alle condizioni ambientali variabili.

L’attenzione agli aspetti agronomici, combinata con la capacità di coordinamento di Cavit tra i diversi produttori, consente di affrontare ogni annata con strumenti adatti al mantenimento di produzioni affidabili e gustose. Questo approccio resta determinante per sostenere il valore delle denominazioni trentine e per garantire vini capaci di rappresentare l’identità locale nel bicchiere.