Oriana Fallaci, ritorna “Lettera a un bambino mai nato” con bozza inedita del 1967 e nuova prefazione
Il libro di Oriana Fallaci, “Lettera a un bambino mai nato”, pubblicato per la prima volta nel 1975, torna in libreria con un’edizione speciale che celebra il cinquantesimo anniversario. Rizzoli propone il volume in una veste identica all’originale, accompagnata da materiale inedito: la bozza manoscritta del 1967, riscoperta recentemente. Il testo, nel corso degli anni, ha segnato il dibattito in materia di maternità, aborto e libertà, rimanendo un’opera di grande attualità e interesse culturale.
Edizione anniversario e la riscoperta della bozza manoscritta
Il 23 settembre 2025 Rizzoli ha ripubblicato “Lettera a un bambino mai nato” nella stessa forma con cui uscì mezzo secolo fa. L’edizione include una nuova prefazione firmata da Francesca Mannocchi e una foto inedita di Oriana Fallaci del 1975, mai pubblicata prima. La particolarità più rilevante riguarda il ritrovamento di un quaderno con la bozza manoscritta del libro, datata New York 1967. Questo taccuino è stato scoperto in un cassettone della casa di Fallaci, dopo la sua morte, e rappresenta una testimonianza preziosa sul percorso creativo dell’autrice.
Secondo Edoardo Perazzi, nipote e erede di Oriana Fallaci, questo documento non modifica la struttura definitiva, ma conferma la forte componente autobiografica del testo. Il quaderno racconta infatti un tormento personale che ha accompagnato Oriana per molti anni prima della pubblicazione del libro. La scoperta della bozza anticipa di quasi dieci anni la data storica del testo e sfata l’idea che l’opera fosse stata scritta per un’inchiesta sull’aborto commissionata negli anni Settanta. Perazzi precisa che il libro nacque da un’esperienza molto personale ed è legato a più aborti spontanei vissuti da Fallaci, non solo a quello che avvenne durante la relazione con Alekos Panagulis nel 1973 come spesso si riteneva.
Temi profondi di maternità, aborto e libertà nell’opera
“Lettera a un bambino mai nato” affronta temi universali come la maternità, l’aborto, l’amore e la libertà, temi che restano attuali e oggetto di dibattito pubblico. Il libro si presenta come un lungo monologo rivolto a un figlio mai nato, sviluppando i conflitti interni di una donna che cerca di comprendere e accettare la perdita. Nella scrittura emergono sentimenti intensi e contraddittori, in cui la sofferenza personale si mescola con riflessioni più ampie sulle scelte della vita e sui diritti delle donne.
La nuova edizione del libro ha stimolato una nuova attenzione verso questi argomenti. La forza del testo deriva dalla sua natura autobiografica, resa ancora più chiara dalla pubblicazione della bozza manoscritta del 1967. Oriana Fallaci si rivela così non solo una giornalista e scrittrice, ma anche una donna attraversata da dolori profondi e da una lotta interiore, raccontata con parole dirette e intense.
Il libro ha mantenuto una posizione di rilievo nella letteratura italiana contemporanea e continua a essere citato nei dibattiti sul ruolo della donna, i diritti riproduttivi e la libertà personale. La mancata adozione di anticoncezionali da parte dell’autrice, indicata in un dattiloscritto inedito, e la testimonianza della perdita di un figlio sono elementi che rafforzano la dimensione intimista e dolorosa della sua esperienza.
Iniziative culturali legate al cinquantesimo anniversario e al ricordo di fallaci
Il ritorno in libreria del libro coincide con il ventennale della scomparsa di Oriana Fallaci avvenuta il 15 settembre 2006. Edoardo Perazzi ha annunciato che sono in progetto diverse iniziative. Tra queste spicca una mostra che partirà da Milano, presso Palazzo Reale, e potrebbe successivamente toccare altre sedi. L’esposizione sarà ricca di oggetti personali dell’autrice e punterà a immergere il pubblico nel suo lavoro e nella sua vita, con un ruolo centrale affidato proprio al quaderno manoscritto ritrovato.
Il progetto comprenderà anche un catalogo fotografico che accompagnerà la mostra e sarà presentato come un libro a sé. Inoltre, è in lavorazione un documentario che approfondirà la vita e le opere di Oriana Fallaci, valorizzando la sua figura nel contesto culturale italiano e internazionale.
Il fondo archivistico donato da Perazzi alla Biblioteca del Consiglio regionale della Toscana, frutto di un’idea condivisa con Oriana e Riccardo Nencini, ha permesso ulteriori scoperte significative. Tra i documenti conservati si trova un dattiloscritto in cui Fallaci esprime il suo rifiuto verso la pillola contraccettiva, definendola aborto, e racconta il dolore legato alla perdita del figlio. Questo materiale arricchisce la comprensione della scrittrice e svela aspetti meno noti della sua vicenda personale.
Queste iniziative riflettono l’interesse continuo per la figura e le opere di Oriana Fallaci, ponendo l’accento sul valore documentale e umano dei suoi scritti. La nuova edizione di “Lettera a un bambino mai nato” si colloca quindi dentro un contesto culturale vivace che mira a far conoscere e ricordare un capitolo importante della letteratura italiana e di riflessione sui temi della vita.
