Paolo Sorrentino e “La grazia”: un’indagine sull’amore e il dubbio nella politica al Festival Di Venezia 2025

di Ivan Rossi

Paolo Sorrentino presenta “La grazia”: amore e politica al Festival di Venezia 2025. - Ilvaporetto.com

La 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si è aperta con un film che mette al centro l’amore in tutte le sue sfumature e il ruolo fondamentale del dubbio nelle scelte politiche. Paolo Sorrentino ha presentato “La grazia”, un’opera che ruota attorno a un presidente della Repubblica immaginario, alle prese con decisioni difficili su richieste di grazia legate all’eutanasia. Il film arriverà nelle sale il 15 gennaio 2026 e ha già attirato l’attenzione per i temi delicati e profondi che affronta.

“La Grazia” apre Venezia con un ritratto intenso di potere e sentimenti

Il 27 agosto 2025, “La grazia” ha aperto la 82ª edizione del Festival di Venezia con una proiezione al Lido. Il film, diretto da Paolo Sorrentino, ha raccolto applausi durante la sessione stampa, a dimostrazione di un’accoglienza calorosa per questa pellicola che intreccia rapporti personali e dinamiche istituzionali in un contesto politico. Il progetto, distribuito da Piperfilm, mette al centro un presidente della Repubblica immaginario, interpretato da Toni Servillo, alle prese con i dilemmi morali del suo mandato ormai agli sgoccioli.

Il protagonista è un uomo vedovo, profondamente cattolico, la cui vita privata si intreccia con le responsabilità pubbliche. Abita al Quirinale con la figlia Dorotea, una giurista che condivide con lui il peso del dubbio in ogni scelta. Il rapporto tra padre e figlia porta in scena una dimensione intima che si scontra con le questioni pubbliche che devono affrontare, scandendo il ritmo della storia tra sentimenti e doveri.

Tra amore e dovere: il cuore del Quirinale in bilico

Il presidente raccontato nel film è un uomo segnato dalla perdita: la moglie è scomparsa otto anni prima. Il suo amore per lei resta una presenza costante, un punto di riferimento che si scontra con le scelte difficili che deve prendere negli ultimi mesi del suo mandato. Sul tavolo ci sono due richieste di grazia legate all’eutanasia, un tema che lo spinge a confrontarsi con conflitti etici e morali profondi.

A complicare le cose c’è il rapporto con la figlia Dorotea, esperta di diritto, che solleva domande complesse sulla legge e le sue applicazioni. Ogni scena mette in luce la tensione tra compassione personale e norme istituzionali, segnando l’evoluzione del personaggio e disegnando una riflessione sui limiti e il peso del potere politico.

Il dubbio come critica alla politica di oggi

Sorrentino ha definito il film una riflessione sull’amore ma anche sull’importanza del dubbio nella politica, un tema che oggi si vede poco. Per lui il dubbio non è un ostacolo, ma una base imprescindibile, soprattutto quando si parla di temi delicati come l’eutanasia o la concessione di una grazia. Nel film, il presidente incarna questa capacità di mettere in discussione le proprie certezze, offrendo uno sguardo su una politica più riflessiva e responsabile.

Il regista ha poi tracciato un parallelo con la Prima Repubblica, quando l’immobilismo veniva spesso giustificato come un eccesso di dubbio. Ma la differenza sta nel fatto che oggi il dubbio è spesso assente o superficiale. Secondo Sorrentino, la politica attuale è troppo dominata da certezze vuote, senza un vero fondamento ideologico. Questo è un problema reale per la democrazia e per la qualità delle decisioni che vengono prese.

“La Grazia” e il dibattito etico-politico italiano

Il film si inserisce nel dibattito attuale italiano su etica e diritto, mostrando come la politica affronta questioni delicate e divisive. La scelta di trattare l’eutanasia mostra l’interesse per temi sociali che pesano sullo scenario nazionale. Il presidente, alle prese con la decisione di concedere o meno la grazia, rappresenta il conflitto tra sentimenti umani e vincoli di legge.

Sorrentino mette sotto la lente la responsabilità politica, raccontandola attraverso situazioni che sono allo stesso tempo familiari e istituzionali. Ne esce il quadro di una politica che dovrebbe recuperare profondità, capace di conciliare amore per le persone, rispetto per la legge e attenzione alle istituzioni, pur nella complessità delle scelte quotidiane.

La proiezione a Venezia conferma l’interesse per un cinema che, passando attraverso storie personali e riflessioni sul potere, affronta temi attuali e invita a interrogarsi sul ruolo della politica e sul peso delle decisioni. Un’urgenza che si riflette nelle tensioni del protagonista, che tra ricordi e presente si muove in un mondo dove la ricerca della grazia assume diversi significati.