Pietro Lista: cinquant’anni di arte tra luce, nuvole e corpi senza volto al Museo Madre Di Napoli

di Andrea Presto

Pietro Lista al Museo Madre: cinquant’anni di arte tra luce e forme evanescenti. - Ilvaporetto.com

La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli ha inaugurato una mostra che ripercorre mezzo secolo di lavoro di Pietro Lista. Nato in Umbria ma da tempo residente in Campania, Lista propone un viaggio attraverso le sue opere, che vanno dalla pittura alla performance. Il Museo Madre ospita questa esposizione che racconta il suo percorso creativo, segnato da un costante dialogo con luce, forme e materia.

Pietro Lista Al Museo Madre: sette sale tra opere storiche e lavori mai visti

La mostra si snoda in sette spazi del Museo Madre, divisi in cinque sezioni tematiche che raccolgono lavori dal 1954 fino a creazioni recenti mai esposte. Questi ambienti si trasformano in un racconto visivo e tattile dove Lista mette in campo diverse tecniche: pittura su tela e carta, disegno, incisione, scultura e anche performance. La varietà di materiali e linguaggi testimonia la sua voglia di sperimentare, una caratteristica che lo accompagna da sempre, in oltre cinquant’anni di carriera.

Al centro del suo lavoro c’è la luce. Negli anni Sessanta, per lui, non è solo un effetto ottico passeggero, ma la chiave per percepire lo spazio in modo quasi virtuale. Come ha spesso detto, senza luce non vedremmo nulla: immagini e forme sparirebbero. Così la luce diventa non solo un elemento naturale, ma uno strumento per creare profondità, ombre e colori. Questo modo di lavorare invita chi guarda a non vedere i quadri e le installazioni come oggetti fermi, ma come ambienti vivi e in movimento.

Nuvole e il Nero Di Marte: il ciclo ‘Cielitudine’ tra mistero e introspezione

Tra i temi ricorrenti nella produzione di Lista ci sono le nuvole, raccolte nella serie ‘Cielitudine’. Qui si apre con un’immagine in cui una lama di luce sembra aprire una porta tra il mondo reale e quello della percezione artistica. Le opere più importanti di questa serie sono grandi dipinti a olio su tela o carta, tutti caratterizzati dall’uso del Nero di Marte, un nero che non è solo colore, ma peso e profondità.

Il Nero di Marte dona ai quadri un’atmosfera inquieta e misteriosa. Le nuvole non sono solo elementi naturali, ma simboli che richiamano stati d’animo e riflessioni sull’esistenza. Usare un unico colore rafforza quell’effetto di straniamento, spingendo chi guarda a un’esperienza intensa e profonda.

Corpi acefali: figure senza volto tra assenza e presenza

Nella seconda parte della mostra si trovano i ‘Corpi acefali’, una serie di immagini che mostrano figure umane disegnate solo nei contorni principali, senza occhi, naso o bocca. Questi dipinti in bianco e nero mettono in discussione l’identità e l’individualità delle forme. Lista propone queste figure come una sorta di controparte di se stesso, un autoritratto frammentato che va oltre il ritratto tradizionale.

Questi corpi disarticolati spingono chi osserva a riflettere su come percepiamo il corpo e sulla relazione tra immagine e identità personale. Eliminando gli elementi del volto, Lista cancella i tratti distintivi ma amplifica il senso di mistero e universalità. Il bianco e nero lascia solo l’essenziale, sottolineando il contrasto tra la presenza fisica e l’assenza di segnali comunicativi classici.

Autoritratti a china: l’essenza catturata in pochi tratti

Una parte importante della mostra è dedicata agli autoritratti realizzati con la china su carta. Sono lavori più recenti, dove i tratti decisi disegnano volti ed espressioni essenziali, mantenendo quel dialogo in bianco e nero già visto nei corpi acefali. I disegni colpiscono per la loro immediatezza e la capacità di cogliere l’essenza dell’artista in poche linee.

In questa sezione emerge anche il ruolo di Lista come promotore e organizzatore di spazi d’arte in Campania. Dagli anni Settanta non si è limitato a creare opere, ma ha aperto gallerie e musei che hanno animato la scena artistica locale. Tra questi, spiccano ‘Taide spazio per’, nato a Mercato San Severino e poi trasferito a Salerno, e il Mmmac – Museo Materiali Minimi d’Arte Contemporanea, fondato nel 1993 a Paestum.

Nel 2010 ha inaugurato la galleria Cobbler a Cava de’ Tirreni, dove tuttora vive e lavora. Queste iniziative mostrano la sua dedizione a connettere artisti, pubblico e territori, creando luoghi di confronto culturale lontani dalle grandi città.

Arte pubblica e documenti d’archivio: la sua impronta sul territorio

Tra i materiali in mostra ci sono anche foto d’archivio, inviti, cataloghi storici e un video che raccontano le attività di Pietro Lista nell’arte pubblica. Questi lavori, realizzati in vari contesti urbani della Campania, rappresentano un capitolo importante del suo impegno artistico e civile. Queste testimonianze aiutano a capire meglio il suo contributo al paesaggio e alla cultura locale.

Curata da Renata Caragliano e diretta da Eva Fabbris, con la presidente Angela Tecce, la mostra offre uno sguardo su una carriera lunga decenni, fatta di esperienze e pratiche sempre aperte alla sperimentazione e alla riflessione. Napoli diventa così la vetrina per un artista che ha intrecciato la sua visione con il territorio in cui ha scelto di vivere e lavorare.