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Pompei. Avviati scavi hi-tech in un quartiere inesplorato

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Per la prima volta a Pompei verranno utilizzati, durante la campagna di scavi riguardante un intero quartiere a nord della città, droni e laser scanner, al fine di ricostruire in 3D quelle che si annunciano già come nuove, grandi scoperte.

È una delle testimonianze più importanti dell’antichità, oltre a essere tra i simboli per eccellenza del patrimonio storico-culturale della nostra terra. Come se non bastasse già cosi, Pompei continua a stupire, regalandoci a getto continuo nuovi spazi, nuovi angoli, nuova linfa.

Avverrà sicuramente anche con la nuova campagna di scavi, tesa a riportare alla luce un intero quartiere, esteso per mezzo ettaro nella Regio V, a nord della città. Il tutto sarà caratterizzato dall’innovativo utilizzo di tecniche hi-tech, pronte ad agevolare il fondamentale lavoro degli archeologi. Spiega infatti, con toni piacevolmente positivi, il direttore degli Scavi di Pompei Massimo Osanna: “Prevediamo grandi scoperte. I lavori sono cominciati per un’esigenza di consolidamento del fronte di scavo e hanno già permesso di rimuovere gli strati post antichi, arrivando ai resti piroclastici dell’eruzione del 79 che inglobano le strutture crollate.

Lo scavo sarà condotto in modo stratigrafico e per la prima volta si avvarrà di tecniche per il rilievo come droni e laser scanner, che permetteranno di ricostruire i volumi in 3D. Troveremo probabilmente i crolli dei secondi piani degli edifici, dunque sarà importante documentare tutto lo scavo con telecamere continue, in modo da fare il restauro in modo filologico”.

Nell’attesa di ammirare i prossimi risultati, non ci resta che godere della bellezza attuale, magari perdendoci tra i milioni di visitatori i quali, ogni anno, vengono a capire il senso profondo di queste rovine, riscoprendo cosi, nei loro occhi, l’orgoglio per la nostra unica, inimitabile storia..

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