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Poseidone: vento di tempesta tra gli avvocati e lo Stato

Lunedì 16 aprile il silenzioso flash mob degli avvocati per protestare contro l'operazione "Poseidone"

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Avvocato, difendi te stesso!

Se l’espressione non raccontasse una realtà particolare e drammatica, potrebbe addirittura strappare qualche sorriso. Gli avvocati, paladini della giustizia e difensori degli ultimi, in questa vicenda siedono dall’altra parte, dietro gli scranni dove solitamente si  accomodano coloro che attendono di ricevere giustizia. L’accusa è mossa contro lo Stato.

La questione affonda le proprie radici nel lontano 2011, quando INPS e Agenzia delle Entrate avviano l’operazione “Poseidone”: una task  force per recuperare contribuiti presuntivamente sommersi (circa 6 milioni di euro). Gli avvocati e molte categorie di liberi professionisti vennero iscritti d’ufficio alla previdenza INPS e furono destinatari dell’invio di raccomandate con richieste di pagamento per somme relative al 2005 e 2006, la maggior parte delle quali già prescritte. Era l’anno in cui avvenne l’accorpamento tra INPS ed INPDAP, operazione che provocò consistenti perdite in bilancio per l’ente dello Stato.

La più grande anomalia sta nel fatto che queste categorie di lavoratori appartengono ai rispettivi albi già dotati di autonome casse previdenziali e, in questo modo, sarebbero costretti a pagare un duplice dazio.

L’anno successivo il governo sospese questa operazione, salvo poi riattivarla nel 2015 con il nome – frutto di spiccata creatività e fantasia – “Poseidone 2”. In quell’anno l’INPS registrava un buco in bilancio di oltre 40 miliardi di euro.

Nel comunicato diramato dall’ordine degli avvocati si legge che le richieste sono pari ad 2.500/3.000 euro ad avviso, ma arrivano anche fino a € 30.000 a persona, garantendo una sostanziosa iniezione di liquidità per l’ente.

E nonostante per 7 anni l’Inps continua a perdere i giudizi in tutta Italia (con i soldi della collettività), invia comunque cartelle esattoriali e fermi di conti correnti e di autoveicoli, in violazione della legge, nel silenzio assordante dello Stato, che lo lascia fare.

A dicembre 2017 – continuano gli avvocati – ribaltando le oltre 500 sentenze di primo e secondo grado, vengono emesse n. 5 sentenze di Cassazione (medesimo relatore, tutte identiche tra loro e NON a sezioni unite) che stravolgono ogni principio di diritto e spingono l’Inps ad agire ancor più violentemente.

Degli 800.000 professionisti coinvolti (fascia giovane – 30/40 anni – e di basso reddito – entro i 5000 euro, nella maggior parte dei casi) molti sono stati già costretti a cessare le loro attività cancellandosi dagli albi, ancora una volta nel silenzio assordante dello Stato.

Per tali ragioni gli avvocati, lunedì 16 aprile alle ore 10:30, daranno vita ad un flash mob. Silenzioso. In risposta all’atteggiamento di uno Stato che assiste in silenzio a questa profonda ingiustizia.

Un silenzio assordante che, in Campania, riecheggerà nelle sedi dei tribunali di Napoli, Napoli Nord, Torre Annunziata, Salerno, Santa Maria Capua Vetere e Nola.

Che la legge sia uguale per tutti!

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