Progetto Lisa dota le auto autonome del senso dell’udito per migliorare la sicurezza stradale oltre la vista

di Roberta Ludovico

Auto autonome con “udito” per una guida più sicura grazie al progetto Lisa. - Ilvaporetto.com

Il progetto Lisa, coordinato dalle università di Parma e Perugia, punta a integrare il senso dell’udito nei veicoli autonomi. Questo passo consentirà alle auto di rilevare suoni cruciali come sirene di ambulanze o voci da angoli nascosti, superando i limiti del solo campo visivo. La ricerca, finanziata dal PNRR e presentata durante Automatica.it 2025 a Perugia, apre nuove prospettive per la sicurezza della mobilità.

L’obiettivo di aggiungere il senso dell’udito alle auto a guida autonoma

Il cuore del progetto Lisa è ampliare la percezione ambientale delle auto autonome introducendo un sistema capace di riconoscere suoni oltre a immagini. Gabriele Costante dell’Università di Perugia, uno dei responsabili, ha spiegato che mentre le attuali vetture si basano su telecamere e sensori ottici, il nuovo approccio integra microfoni e software in grado di identificare suoni specifici legati a situazioni di emergenza o a eventi che avvengono fuori dal campo visivo.

Questo permetterebbe ad esempio di intercettare la sirena di un’ambulanza in avvicinamento, anche se non visibile alla guida autonoma, così come di percepire la presenza di pedoni o altri veicoli nascosti da ostacoli o in punti ciechi. L’introduzione dell’udito digitale vuole offrire una maggiore capacità di anticipare situazioni pericolose e reagire in modo più tempestivo.

Questa innovazione si inserisce in un contesto globale dove diversi gruppi di ricerca sviluppano tecnologie simili per potenziare la sicurezza stradale, soprattutto in scenari complessi come incroci affollati o condizioni di scarsa visibilità. La sfida principale è riuscire a interpretare correttamente i segnali acustici, distinguendo rumori rilevanti da quelli di fondo.

Le difficoltà nella raccolta dei dati sonori e la creazione di un simulatore innovativo

Un nodo cruciale del progetto è stato ottenere dati sonori realistici da utilizzare per addestrare i sistemi di riconoscimento acustico. I ricercatori hanno dovuto collezionare registrazioni di suoni che un’auto autonoma può incontrare quotidianamente, come il traffico, le sirene, le voci dei pedoni, ma anche rumori meno frequenti. Questa fase ha richiesto tempo e un’attenta selezione di fonti.

Per superare queste difficoltà è stato ideato un simulatore avanzato che ricrea in modo virtuale ambienti realistici con suoni e immagini simultanei. La macchina può così imparare in un mondo digitale ad associare i rumori alle loro fonti, sviluppando capacità di comprensione e reazione simili a quelle umane. Questi test avvengono senza rischi e consentono di provare moltissimi scenari, inclusi quelli più pericolosi o rari.

Il simulatore sarà oggetto di una pubblicazione scientifica futura, e presto verrà reso disponibile in modalità open source. Questo permetterà ad altri studiosi di impiegare la stessa piattaforma per continuare la ricerca o realizzare applicazioni simili. L’approccio virtuale, combinato con dati reali raccolti sul campo, riflette una pratica ormai consolidata nello sviluppo di intelligenze artificiali per la guida autonoma.

Presentazione dei progressi a automatica.it 2025 e sperimentazioni attuali

Gli ultimi risultati del progetto Lisa sono stati illustrati durante Automatica.it 2025, congresso annuale promosso dalla Società Italiana Docenti e Ricercatori in Automatica, evento che richiama esperti e scienziati da tutta Italia nel campo dell’automazione e della robotica. Qui il gruppo ha mostrato come l’auto possa già essere allenata a percepire il suo ambiente grazie alla nuova capacità uditiva, affiancata alla visione.

Ora il progetto si concentra su quella che si può definire una prova sul campo controllata. Il team sta effettuando esperimenti con un robot su ruote in un ambiente chiuso, verificando le strategie che consentono di interpretare i segnali acustici e visivi per orientare le azioni del veicolo.

Il gruppo ha confermato l’intenzione di coinvolgere partner esterni, in particolare aziende automobilistiche interessate a sperimentare questo sistema per rendere più sicure le auto a guida autonoma. Il lavoro procede con attenzione a perfezionare la risposta del mezzo e garantire che riconosca con precisione situazioni importanti, anche fuori dal normale raggio visivo.

L’integrazione fra più sensi artificiali si rivela così un passaggio fondamentale verso auto che non si limitano agli occhi ma possano trasformarsi in sistemi di mobilità più affidabili e consapevoli.