Quanto costano i libri scolastici nel 2025: la spesa media e il confronto con l’inflazione

di Andrea Presto

Costo dei libri scolastici 2025 e impatto dell’inflazione - Ilvaporetto.com

Nel 2025, la spesa media per i libri scolastici nelle scuole statali secondarie di primo e secondo grado resta sostanzialmente allineata all’inflazione nazionale. Non si registrano aumenti significativi rispetto agli anni scorsi. Le famiglie italiane però si trovano a fronteggiare costi diversi a seconda della scuola frequentata. L’Associazione Italiana Editori mette in guardia contro allarmismi ingiustificati, sottolineando l’importanza di dati precisi per capire davvero cosa sta succedendo. Questo scenario è fondamentale per chi vuole capire come si muove il budget familiare in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico.

Quanto si spende per i libri nelle scuole secondarie nel 2025

Nel 2025, la spesa media per i libri nelle scuole statali secondarie di primo grado si aggira intorno ai 190 euro all’anno per studente. Nelle scuole secondarie di secondo grado invece, le cifre variano molto a seconda dell’indirizzo: i licei richiedono in media 279 euro, gli istituti tecnici circa 241 euro, mentre negli istituti professionali la spesa scende a 167 euro annui circa. In questi numeri non sono compresi i dizionari, che seguono dinamiche a parte.

Rispetto al 2024, i prezzi sono cresciuti di poco: +1,7% per le scuole di primo grado e +1,8% per quelle di secondo grado. Questi aumenti rispecchiano l’andamento generale dell’inflazione in Italia, che a luglio 2025 si attesta intorno all’1,7%, secondo i dati preliminari dell’Istat. Insomma, il costo dei libri scolastici resta praticamente stabile in rapporto al contesto economico nazionale.

Se si guarda al materiale scolastico nel complesso – quaderni, zaini, astucci e simili – la spesa supera spesso i 600 euro per studente. Va però detto che questa cifra non va confusa con quella relativa solo ai libri. Molte famiglie riescono a risparmiare approfittando di offerte e saldi, soprattutto verso la fine dell’estate.

L’Aie: serve trasparenza sui costi e attenzione al diritto allo studio

L’Associazione Italiana Editori ha più volte richiamato all’ordine sul tema della spesa scolastica, chiedendo che il dibattito si basi su dati chiari e corretti. Giorgio Riva, presidente del gruppo Educativo dell’Aie, ha spiegato che “mescolare insieme i costi di libri, zaini, quaderni e altri materiali crea confusione e può far sembrare i prezzi più alti di quanto siano in realtà.” Anche la scelta tra prodotti firmati o meno incide molto sulla spesa finale delle famiglie.

Riva ha ribadito che “il diritto allo studio è una priorità per gli editori.” Ma ha anche sottolineato che non spetta solo alle case editrici farsi carico dell’aumento dei costi: servono interventi pubblici mirati. In particolare, l’Aie propone due soluzioni: una detrazione fiscale universale per tutte le famiglie, sul modello di quelle già esistenti per spese sanitarie o sportive, e un sistema più efficiente per distribuire aiuti rapidi alle famiglie in povertà assoluta. Solo così si può garantire a tutti gli studenti un accesso equo ai libri di testo.

Libri di testo e inflazione: il confronto dal 2021 a oggi

Guardando al periodo tra maggio 2021 e maggio 2024, l’inflazione cumulata in Italia ha raggiunto il 14,7%. In confronto, il prezzo dei libri di testo è aumentato molto meno: del 7,5% nelle scuole secondarie di primo grado e dell’8,2% in quelle di secondo grado. Questo significa che i prezzi dei libri sono cresciuti meno rispetto al resto dell’economia.

Questa differenza mostra come i rincari dei libri scolastici non abbiano seguito del tutto l’andamento dell’inflazione, lasciando poco margine alle case editrici. È chiaro che c’è stato un tentativo di contenere gli aumenti per non pesare troppo sulle famiglie, almeno per quanto riguarda i testi. Ma alla fine, per i genitori la spesa resta comunque impegnativa, visto che ci sono tanti altri articoli necessari per la scuola.

I dati di oggi raccontano di un costo dell’istruzione che cresce in linea con l’inflazione, senza però superarla. Intanto, le famiglie devono fare i conti con un quadro economico sempre più difficile. La richiesta di un sostegno pubblico chiaro e immediato resta un tema aperto e molto sentito nel dibattito nazionale.