Rebecca Busi, unica pilota donna italiana, parte per la Parigi-Dakar: la terza volta della giovane bolognese nella leggendaria gara automobilistica, affrontando 7.900 km attraverso i deserti dell’Arabia Saudita.

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Rebecca Busi, unica pilota donna italiana, parte per la Parigi-Dakar: la terza volta della giovane bolognese nella leggendaria gara automobilistica, affrontando 7.900 km attraverso i deserti dell’Arabia Saudita. - ilvaporetto.com

Rebecca Busi: Pronta per la Parigi-Dakar

Rebecca Busi si prepara per affrontare una delle gare automobilistiche più impegnative al mondo: la Parigi-Dakar. La giovane pilota bolognese, unica donna italiana in gara, affronterà la 46ª edizione della competizione, la sua terza partecipazione. La sfida prevede quasi 7.900 km attraverso i deserti e le dune dell’Arabia Saudita, con partenza da AlUla sulle rive del Mar Rosso e arrivo a Yanbu. Il percorso si compone di un prologo di 158 km seguito da 12 tappe, con un giorno di riposo il 13 gennaio a Riyad.

Chi è Rebecca Busi

Rebecca Busi è una giovane determinata e appassionata, concentrata sui suoi obiettivi. Nel 2022 è stata la più giovane italiana ad aver mai partecipato alla Dakar, realizzando un sogno coltivato fin da bambina. La passione per le auto le è stata trasmessa dal padre e dallo zio, entrambi appassionati di corse. Dopo aver venduto la sua auto, ha chiesto come regalo di laurea il budget rimanente per partecipare alla sua prima gara, la Dakar. La sua determinazione l’ha portata a giocarsi il tutto per tutto fin da subito.

Preparazione e Aspettative

Per la sua terza partecipazione, Rebecca si è preparata intensamente nel deserto di Atacama, in Cile, per abituarsi alle condizioni simili a quelle dell’Arabia Saudita. La gara richiede una preparazione fisica e mentale estenuante, motivo per cui la pilota si è avvalsa dell’aiuto di un mental coach. Durante la gara, avrà al suo fianco Sergio Lafuente, suo copilota dal Rally del Marocco, e potrà contare sul supporto di suo padre, che sarà sull’auto dell’assistenza. Nonostante le sfide, Rebecca ha affermato: «Credo che altri Paesi siano più bravi a valorizzare la presenza delle donne in contesti di questo tipo. Non è una mia ambizione, il mio unico desiderio è correre. Ma sono certa che, se la mia storia fosse conosciuta, magari qualche ragazzina che vuole iniziare a correre e pensa di non potercela fare si sentirebbe meno sola. Ecco, se riuscissi a dare speranza anche a una sola ragazza, ne sarei felice».

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