Regni in crisi: anno difficile per le famiglie reali europee

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Regni In Crisi Anno Difficile

Regni in crisi: anno difficile per le famiglie reali europee - ilvaporetto.com

Fu Elisabetta II a prendere in prestito questa espressione latina, annus horribilis, per definire il suo 1992, anno in cui vide finire in divorzio i matrimoni di tre figli su quattro (si separano a breve distanza di tempo il principe Andrea da Sarah Ferguson, il principe Carlo da lady Diana e la principessa Anna dal primo marito Mark Phillips) e andare in fiamme il suo amatissimo castello di Windsor, divorato da un incendio il 20 novembre 1992. Non solo: l’incendio costrinse la regina ad accettare di pagare le tasse proprio come i commoners, perché solo così avrebbe potuto ricevere i 36 milioni e mezzo di sterline necessari a ricostruire la sua fortezza. “Il 1992 non sarà un anno a cui riguarderò indietro con immenso piacere”, disse.

Con tutta probabilità, diversi reali pensano già la stessa cosa del 2024, iniziato da poco ma già connotato da una serie di cattive notizie che hanno scosso i palazzi reali di mezza Europa.

Un regno fragile: Carlo III e la monarchia britannica in crisi

Iniziamo dall’ultimo, e forse più grave, annuncio: re Carlo III ha il cancro. “È stato individuato in tempo”, rassicura il primo ministro Sunnk, “ha voglia di tornare al lavoro”, dice chi gli è vicino… ma di fatto la malattia del re ha destabilizzato fortemente i britannici, il popolo è sotto shock perché per la prima volta nella storia viene mostrata una monarchia clamorosamente fragile, come spiega bene su Repubblica Marino Niola, nella sua analisi tra politica e teologia del dualismo tra il sovrano e l’istituzione.

A fronte di un regno durato ben 70 anni, quello di Elisabetta II, e sopravvissuto a una guerra mondiale, a conflitti politici di ogni tipo (la crisi Suez, la guerra alle Falkland, gli attentati dell’Ira…) e a grane familiari non da poco, ecco il regno di Carlo III, nato vecchio (sale sul trono a 73 anni) e anche storpio per via della faida familiare tra i figli, William e Harry, ora messo in seria difficoltà dai problemi di salute non solo del re, ma anche della persona mediaticamente più rilevante a Palazzo, ovvero Kate, principessa del Galles, ancora chiusa in casa per la lunga degenza che segue la misteriosa operazione all’addome.

Dopo i propositi di “snellimento” di re Carlo, la monarchia britannica non solo ha perso Harry e Andrea, ma in pochi mesi si è mostrata clamorosamente fragile. Inoltre, la decisione di mostrare totale trasparenza nella comunicazione in merito alla salute del re spinge la famiglia reale in un territorio inesplorato, visto che quando il nonno di Carlo, re Giorgio VI, aveva subito un intervento chirurgico per via di un cancro, nel 1951, non era stato detto al pubblico quasi nulla delle sue condizioni, ed era morto cinque mesi dopo lasciando sua figlia sul trono.

Un futuro incerto: abdicazioni e scandali nelle famiglie reali europee

La malattia di Carlo III ha fatto riemergere le voci di una potenziale abdicazione, dopo l’esempio (a sorpresa) della 83enne sovrana Margherita di Danimarca a favore del figlio principe Frederik durante il discorso di fine anno. A suggerirlo per primo era stato l’illustre Guardian: «anche re Carlo dovrebbe abdicare», perché «invecchiare non deve essere di certo un limite, ma l’età è qualcosa che non si può negoziare. Certo, si merita una reggenza sostanziale, dopo aver aspettato così tanto. Ma non fino alla sua morte. William è capace e pronto a prendere il suo posto». Ipotizzare che tutti i sovrani debbano lasciare il trono, invece di ottemperare alla promessa solenne di servire per tutta la vita, rende l’istituzione monarchia ancor più fragile di quanto già non sia. Al monarca, già privato da tempo dell’investitura divina, viene chiesto di mettersi da parte se risulta avariato per via dell’età o di una malattia.

Ma il 2024 non ha portato solo problemi alla monarchia britannica. Anche altre famiglie reali europee si trovano in crisi. In Danimarca, la regina Margrethe II ha abdicato ufficialmente a causa dell’intervento chirurgico alla schiena subito nel 2023, che l’ha portata a riflettere sul futuro e a passare le responsabilità alla successiva generazione. Anche il re Harald V di Norvegia, con problemi di salute e diverse operazioni alle spalle, potrebbe presto decidere di lasciare il trono a suo figlio Haakon Magnus, come ha fatto la cugina Margrethe in Danimarca.

Ma anche su queste nuove generazioni grava l’ombra della malattia. La moglie di Haakon Magnus, la principessa Mette-Marit, soffre di una rara malattia cronica, la fibrosi polmonare, e si chiede se potrà reggere il “peso” della corona da regina consorte quando Haakon diventerà re. Anche in Svezia, la principessa ereditaria Victoria è pronta a succedere al padre, re Carl XVI Gustav, che ha affrontato problemi di salute nel 2023.

Infine, il 2024 si è aperto all’insegna degli scandali per altre due famiglie regnanti europee: quella spagnola, travolta dalle rivelazioni dell’ex cognato della regina Letizia, che afferma di aver avuto una relazione con lei anche durante il suo matrimonio con Felipe VI, e quella monegasca, alle prese con “spese folli” e pratiche illegali dichiarate dall’ex responsabile delle finanze dei Grimaldi, Claude Palmero.

In conclusione, l’anno bisestile potrebbe portare grandi cambiamenti nel quadro dinastico europeo e addirittura portare una nuova generazione sul trono.

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