Rientro a scuola: 7 milioni di studenti rischiano il picco influenzale

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Rientro a scuola: 7 milioni di studenti rischiano il picco influenzale - ilvaporetto.com

Rientro a scuola: studenti e influenze stagionali

Dopo 16 giorni di chiusura delle scuole per le vacanze natalizie, circa 7 milioni di studenti di ogni ordine e grado rientrano sui banchi. A preoccupare sono le influenze stagionali e i vari virus respiratori che stanno circolando nella popolazione e che rischiano di avere un boom con la riapertura degli istituti. Per gli esperti il picco non è lontano. Ma c’è anche il nodo dello stipendio dei precari, tra docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) con un botta e risposta tra sindacati e ministero.

La questione degli stipendi dei precari

Il sindacato Anief ha sottolineato che decine di migliaia di docenti e Ata aspettano ancora i loro stipendi del nuovo anno scolastico, molti di loro anche quello di settembre 2023. Il sindacato ha denunciato il problema e ha sostenuto con forza l’iniziativa del dicastero dell’Istruzione e del Merito di accelerare i tempi per liquidare le somme spettanti ai precari della scuola.

La replica del ministero e il picco dell’influenza

Il Capo Dipartimento per le Risorse umane, finanziare e strumentali del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Jacopo Greco, ha dichiarato che ogni anno i pagamenti delle supplenze brevi vengono effettuati in ritardo, fra gennaio e marzo. Tuttavia, a dicembre 2023 sono stati pagati circa 55mila precari, e il ministero ha concordato con il ministero dell’Economia una assegnazione straordinaria che avverrà l’11 gennaio, con cui si effettueranno i 15mila pagamenti rimanenti oltre alle mensilità di dicembre ancora non retribuite.

L’ex direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, ha sottolineato che l’influenza quest’anno ha raggiunto l’incidenza più alta dal monitoraggio del 2009-2010. Ha spiegato che l’incidenza delle sindromi influenzali è risultata sostanzialmente stabile, ai livelli alti della precedente, e sembriamo essere vicini al picco. Considerando che ci sono stati giorni di festa, con il ritorno alle attività lavorative e con il rientro di bimbi e ragazzi nelle scuole, potrebbe crescere un po’. Ma se non è arrivato il picco, ci siamo vicini.

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