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L’oro di Napoli – Le rimesse degli emigrati meridionali: il carburante per l’industrializzazione del Nord Italia

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Le rimesse degli emigranti meridionali furono il carburante per l’industrializzazione del Nord Italia.

Sapete quale fu il carburante che garantì l’industrializzazione all’Italia unita tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento? Ebbene, fu il Sud Italia, e non solo, come è facilmente intuibile, attraverso la soppressione delle fabbriche meridionali e l’esportazione al nord della forza lavoro.

La sanguinosa guerra di annessione deflagrata nel 1860 provocò all’ex Regno delle Due Sicilie degli squilibri sociali che ebbero come diretta conseguenza l’emigrazione di massa. Molti meridionali, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, furono costretti dalla sperequazione del neonato Regno d’Italia a un esodo drammatico e incontrollato verso le Americhe, che garantì all’Italia, quasi inaspettatamente, quella liquidità che contribuì al raggiungimento dell’agognata industrializzazione.

Secondo alcuni studi, le rimesse dei milioni di emigrati italiani, ovvero quei risparmi accumulati in America, in Germania, in Francia o in Inghilterra che venivano inviati alle famiglie rimaste in patria, oltre a fungere da ammortizzatore sociale, ebbero un grande impatto sull’economia italiana, che ancora arrancava rispetto alle grandi concorrenti europee.

Sulla vicenda è interessante proporre un passo del filosofo e politico Antonio Gramsci:

“Il governo offrì dei buoni del tesoro a interesse certo e gli emigranti e le loro famiglie, da agenti della rivoluzione silenziosa, si mutarono in agenti per dare allo Stato i mezzi finanziari per sussidiare le industrie parassitarie del Nord”

Un’altra interessante testimonianza della ricaduta delle rimesse degli emigrati sull’economia italiana, e in particolare sull’industrializzazione del triangolo industriale costituito da Milano, Torino e Genova, fu il salvataggio della Fiat avvenuto a inizio ‘900. La Banca d’Italia infatti, per riparare l’emorragia della fabbrica piemontese, fu costretta ad utilizzare le rendite prelevate dal Banco di Napoli, che deteneva l’incarico di raccolta e distribuzione delle rimesse dei milioni di emigrati meridionali.

Senza rischiare di scivolare in giudizi categorici e affrettati, possiamo altresì affermare che, almeno in parte, l’industrializzazione del nord Italia fu finanziata dall’emigrazione delle popolazioni meridionali.

Il tributo (di lacrime) che diede vita al Capitalismo italiano.

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