Roma e il paradosso dello stadio: ricavi in aumento senza una casa di proprietà da oltre un decennio
Da più di 12 anni la Roma si trova bloccata in un lungo intreccio burocratico che ne rallenta la costruzione del nuovo stadio, un progetto nato con la gestione Pallotta a Tor di Valle e proseguito con Friedkin a Pietralata. Il club punta a trasformare questo impianto in una vera fonte di ricavi, mettendosi in pari con i top club europei. Nel frattempo, la squadra continua però a raccogliere buoni guadagni dal “giorno gara”, sfruttando appieno l’Olimpico ancora pieno per le partite.
Il nodo infrastrutturale che limita la Roma da 12 anni
Da quasi cinque mila giorni, cioè oltre 12 anni, la Roma tenta di trovare la via per realizzare un nuovo stadio che possa diventare la sua casa definitiva. I primi passi risalgono all’era Pallotta con il progetto di Tor di Valle, rinviato e ostacolato da varie difficoltà amministrative. Successivamente, con la proprietà Friedkin e il nuovo piano presentato per Pietralata la situazione non ha subito sbocchi concreti. Le procedure si sono impantanate tra vincoli urbanistici, opposizioni locali e i tempi lunghi della burocrazia italiana.
Questa lentissima marcia ha impedito alla società di mettere finalmente in piedi un impianto di proprietà capace di accogliere i tifosi e generare ricavi regolari da eventi, attività collaterali e campagne commerciali basate sullo stadio stesso. L’idea di un catapultarsi tra i grandi club europei con un modello di business moderno è ancora lontana, mentre la Roma resta ancorata all’Olimpico, che ormai è diventato quasi una soluzione provvisoria ma duratura.
Gli investimenti e le risorse impiegate si scontrano con un sistema che non concede spazi veloci di manovra. Il conflitto fra ricavi potenziali e ricavi reali crea quindi una situazione “paradossale”, che rallenta anche altre possibili mosse per migliorare le possibilità economiche del club, a partire proprio dallo stadio.
I guadagni dal giorno gara: un valore crescente per i giallorossi
Nonostante le difficoltà nel costruire una sede nuova, la Roma ha continuato a registrare incassi solidi legati alle partite giocate all’Olimpico. Il fattore principale resta il botteghino: i biglietti venduti, gli abbonamenti stagionali e le attività connesse alle giornate di gioco – come merchandising, cibo e bevande dentro lo stadio – contribuiscono a mantenere alta la voce ricavi “live”.
Nel 2023, secondo i dati di Calcio e Finanza, la Roma ha incassato 49,2 milioni di euro dalla partita. Questa cifra mette la società al quarto posto tra i club di Serie A, dietro Inter con 79 milioni, Milan con 72,8 milioni e Juventus con 61,5 milioni. La Juve rappresenta un caso interessante perché ha uno stadio di proprietà, sfruttato al massimo a livello commerciale.
Nella stagione 2023-2024, con il passaggio in panchina da Mourinho a De Rossi, la Roma ha alzato ulteriormente il proprio incasso da partita, superando i 55 milioni. Questo dato fa pensare che la base del supporto del pubblico e delle attività legate allo stadio, anche senza una casa vera e propria, sia solida e in crescita. Il bilancio della stagione successiva sarà cruciale per capire se questa tendenza possa proseguire.
Il gap tra ricavi reali e potenziali: cosa manca a Roma
Il dato più significativo riguarda proprio il confronto tra i ricavi raggiunti dalla Roma e quelli che si potrebbero ottenere disponendo di un impianto di proprietà. Oggi la società effettuano incassi come se uno stadio personale lo avesse già, ma in realtà ogni partita si svolge in una struttura pubblica, con limitazioni nei ricavi complessivi e nelle possibilità di gestione commerciale.
Uno stadio privato permetterebbe di moltiplicare queste entrate, attraverso la vendita diretta di eventi extra calcio, una gestione più autonoma delle sponsorizzazioni e servizi aggiuntivi rivolti ai tifosi. La Roma sta quindi inseguendo un traguardo capace di trasformare davvero la società e di portare il club a competere su un piano più alto in Europa. Per ora, però, il percorso si confonde tra vincoli e ritardi, mentre i ricavi “da campo” tengono in piedi un equilibrio precario ma funzionante.
Il futuro della Roma dipenderà molto dalla capacità di superare i nodi burocratici e di concretizzare una struttura che dia solidità economica e una nuova identità sportiva al club. Nel frattempo, la gestione attuale continua a fare leva sulle partite, sulla passione dei tifosi e sull’Olimpico pieno per sostenere le casse.
