Roma-friedkin, cinque anni di investimenti e un progetto giovane che vuole crescere

di Chiara Moretti

Friedkin investe a Roma, obiettivo crescita e futuro giovane. - Ilvaporetto.com

Negli ultimi cinque anni la Roma ha vissuto una fase intensa sotto la guida dei Friedkin. Dal cambio di proprietà nel 2020, il club giallorosso ha visto cambiamenti importanti, sia sul piano economico che tecnico e dell’immagine. Tra investimenti importanti, scelte di mercato e un piano per ringiovanire la squadra, la Roma punta a un futuro ambizioso, con l’obiettivo di lottare per lo scudetto, da festeggiare nel 2027, anno del centenario.

Investimenti importanti e strategie di mercato diverse

Da quando Dan Friedkin ha preso ufficialmente in mano la società a metà agosto 2020, i soldi messi sul tavolo non sono mancati. L’accordo era stato chiuso appena dodici giorni prima, e da allora la famiglia texana non ha mai smesso di mettere risorse, superando di gran lunga i 591 milioni spesi per acquistare la Roma, debiti compresi.

Sul mercato dei giocatori, il club ha investito più di 430 milioni, senza considerare le cessioni, che hanno portato nelle casse giallorosse oltre 300 milioni. Ogni stagione è stata diversa. Nel 2024-25 si è speso molto, con 127 milioni per nuovi acquisti, mentre in altri anni si è puntato su operazioni low cost. Nel 2022-23, ad esempio, la Roma ha speso meno di 10 milioni per cartellini, scegliendo svincolati come Dybala, Matic e Svilar. Quell’anno è iniziato anche un nuovo patto con l’Uefa, che limita le spese del club per mantenere un bilancio sotto controllo fino al 2026.

Questo accordo di Nyon è un vincolo che la società cerca di superare, per avere più libertà sul mercato e nelle decisioni finanziarie. Per questo, nel 2022 Friedkin ha deciso di uscire dalla Borsa, togliendo un po’ di pressione dagli investitori pubblici ma restando comunque il protagonista assoluto nelle scelte del club.

Puntare sulla sostenibilità: squadra più giovane e costi più bassi

Il progetto di Friedkin punta su un’idea chiara: bilanciare il valore della rosa con stipendi più bassi e un’età media più giovane. L’obiettivo è costruire una squadra meno costosa, ma anche più fresca e con prospettive di crescita.

Per questo è stato scelto un allenatore come Gasperini, famoso per far emergere i giovani e valorizzarli, anche pensando a eventuali cessioni future. Oggi la Roma ha la rosa più giovane tra i grandi club italiani, con un’età media di circa 25 anni e mezzo. L’arrivo di under 25 come Wesley , El Aynaoui , Ferguson , Ghilardi e Ziolkowski ha abbassato la media, che prima superava i 26 anni.

Questa strategia aiuta anche a tenere sotto controllo gli stipendi: si è passati da 117 milioni lordi a meno di 90 nell’ultima stagione. E il costo per gli ingaggi scenderà ancora, con alcune partenze in arrivo, tra cui quella di Pellegrini, che pesa da solo per circa 10 milioni all’anno con il suo contratto in scadenza. La Roma sta così cercando di mettere ordine nei conti, senza rinunciare a restare competitiva.

Friedkin e la comunicazione low profile

Rispetto ad altre proprietà americane in Serie A, i Friedkin hanno scelto un approccio più riservato nella comunicazione. Nonostante l’investimento complessivo stimato oltre un miliardo di euro tra acquisto e capitali versati, la famiglia texana preferisce stare lontana dai riflettori, limitando interventi pubblici e dichiarazioni.

Il progetto del nuovo stadio a Pietralata, ancora in attesa di un’accelerata burocratica e della presentazione definitiva, è un altro investimento importante. Una spesa che supera persino quella di club come la Juventus con Exor, ma pensata con la convinzione che il valore futuro ripagherà l’impegno.

I tifosi hanno reagito in modi diversi: momenti di entusiasmo, come il ritorno dello stemma storico ASR o la scelta del 22 luglio come data simbolica, ma anche contestazioni, soprattutto dopo l’esonero di De Rossi e la parentesi Juric. Nel complesso, però, la curva ha risposto bene alle novità e ai colpi di scena portati dalla proprietà.

Il silenzio di Dan e del figlio Ryan è ormai una vera e propria strategia. Restano lontani dai riflettori, ma il loro peso si sente nelle scelte di campo e in società: in cinque anni sono stati cambiati 17 dirigenti di vertice, una chiara volontà di plasmare il club secondo un’idea precisa.

Con questa discrezione nel parlare e decisione nel fare, la Roma continua il suo percorso di crescita, mentre città e squadra guardano al futuro con aspettative sempre più alte.