Roma in difficoltà offensiva: Gasperini alle prese con attaccanti e problemi UEFA a metà settembre 2025
La Roma affronta un momento complicato sotto il profilo offensivo a pochi giorni dall’inizio della stagione autunnale. La squadra, pur contando su elementi di talento come Dybala e Pellegrini, stenta a trovare continuità e precisione nel reparto avanzato. Le convulsioni tattiche e la gestione limitata di giocatori chiave sono aggravate dai vincoli imposti dall’UEFA, con conseguenze evidenti sul rendimento e sulle scelte di Gasperini. Analizziamo in modo dettagliato le cause e i protagonisti di questa fase.
gli unici riferimenti offensivi chiari: Dybala e Pellegrini
Paulo Dybala resta, per il momento, la principale fonte di qualità per la Roma. Nelle ultime uscite, però, la sua prova non è stata all’altezza delle attese: ha giocato da centravanti più tradizionale e per un tempo soltanto, mostrando fatica ad incidere in modo determinante. Le prestazioni precedenti avevano invece almeno evidenziato una certa lucidità e capacità di creazione di gioco, accompagnando con dignità le necessità del reparto.
Lorenzo Pellegrini, nominato da Gasperini uno dei punti di riferimento offensivi, però, ha collezionato finora un ruolo marginale in campo. Nella partita contro il Torino, ha seguito l’incontro interamente dalla panchina, dedicandosi a supportare i compagni usciti dal campo attraverso gesti di sostegno. La sua presenza è più che altro simbolica e motivazionale, dato che ancora non riesce a esprimersi pienamente quanto ci si aspetterebbe di un giocatore con il suo piede e visione tattica. La Roma fatica a trovare in lui un vero punto di svolta.
Giovani come Mati Soulé offrono cifre promettenti, ma non risultano ancora pronti a guidare un gruppo che, specie in attacco, chiede molto più di un semplice apporto sporadico.
le sfide offensive e l’impatto dei vincoli UEFA sotto la guida di Gasperini
La Roma si trova in una situazione difficile legata anche a problemi imposti dall’UEFA, che limitano le scelte e le operazioni societarie. Questo fattore di restrizione condiziona fortemente la rosa a disposizione di Gian Piero Gasperini. L’allenatore si ritrova con pochi cavalieri in avanti, e deve arrangiarsi con quel che il club ha sotto mano.
Il dato più preoccupante viene dai ventidue tentativi di tiro dell’ultima partita, nessuno dei quali ha centrato l’obiettivo della porta di Israel. In particolare nei minuti finali, quando la Roma ha tentato con maggiore disperazione il pareggio, la confusione ha prevalso sulla lucidità nelle conclusioni. La precisione sotto porta, elemento cardine per valutare la qualità di un attacco, risulta drammaticamente carente.
Gasperini deve quindi affrontare il compito di reintegrare e valorizzare giocatori come Dovbyk, che finora non ha ancora dimostrato di incidere, e sicuramente sfruttare le capacità di Pellegrini in modo più proficuo. Le risorse disponibili appaiono limitate ed è evidente l’urgenza di trovare soluzioni tattiche opere di creatività pura. A ogni modo, la fiducia e la dedizione del gruppo non mancano: non emerge nessun calo d’impegno da parte dei singoli, nonostante il risultato complessivo sia ben al di sotto degli obiettivi stagionali.
Lo stato attuale della rosa e gli equilibri interni: tra assenze e nuove risorse
A metà settembre la Roma attraversa un periodo di riequilibrio della rosa. Alcuni giocatori che in principio non rientravano nei piani dell’allenatore occupano oggi spazi importanti. Hermoso, Baldanzi, Dovbyk e Pellegrini sono diventati pedine utilizzate più o meno stabilmente, a fronte della necessità di adattarsi ai vincoli esterni e alle condizioni interne che cambiano.
I rinvii verso i mancati ritorni di Rios, Fabio Silva e Sancho oggi non sembrano più pertinenti: rimpiangere assenze passate non aiuta a risolvere le difficoltà attuali. Bailey potrebbe fornire un contributo superiore rispetto alle ultime apparizioni, anche se non basta a risollevare da solo la squadra.
Nel complesso, l’ambiente resta impegnato e concentrato sul campo, ma qualcosa nella gestione dell’attacco ancora non funziona. Occorre molta pazienza e uno sforzo aggiuntivo per restituire gioco e occasioni a una squadra che ha bisogno di ritrovare efficacia offensiva.
le prestazioni individuali: l’unico punto fermo è Svilar tra i pali
Tra i pochi elementi che non deludono nel rendimento della Roma c’è Svilar, considerato da molti il miglior portiere del campionato nel suo ruolo finora. Le sue prestazioni costanti e decisamente affidabili mettono in salvo la squadra da situazioni che potevano assumere esiti più negativi.
L’estremo difensore contribuisce con continuità a mantenere il risultato in partita, andando oltre a quello che offre la squadra spesso in difficoltà sulla fase offensiva. Svilar sembra trovare il modo di interpretare ogni sfida con attenzione e senza errori, fungendo da ancora di salvezza per la compagine giallorossa.
L’assenza di errori e la capacità di mantenere la concentrazione alta per tutta la partita emergono come un punto saldo in una squadra che attende segnali anche dagli altri settori del campo. A livello individuale, questa costanza rappresenta un elemento indispensabile in questa fase della stagione.
