Safe2eat 2024: come l’Efsa e il ministero della salute spiegano l’uso sicuro degli additivi alimentari in Italia
La sicurezza dei prodotti alimentari resta una priorità per le autorità europee e italiane. La campagna Safe2Eat, giunta al quinto anno, punta a chiarire ai consumatori come vengono controllati gli additivi presenti negli alimenti. Questo ambito suscita particolare attenzione nel 2024, dopo due anni dedicati alla sicurezza degli alimenti vegetali, con l’obiettivo di accompagnare le scelte alimentari verso una maggiore consapevolezza.
Protagonisti e obiettivi della campagna safe2eat nel 2024
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare e il Ministero della Salute guidano la campagna Safe2Eat ormai da cinque anni. Nel 2024 il focus si è spostato dagli alimenti freschi di origine vegetale agli additivi alimentari, le sostanze chimiche o naturali aggiunte negli alimenti per migliorarne proprieta’ come la conservazione, il gusto, il colore o la stabilità. L’intento e’ informare i consumatori sulle modalità di controllo e valutazione della sicurezza di queste sostanze.
Prima che un additivo possa essere usato negli alimenti, passa attraverso una rigorosa valutazione scientifica eseguita dall’Efsa per determinare la sua sicurezza d’uso. La Commissione Europea approva poi formalmente l’additivo, autorizzandone l’impiego all’interno del mercato europeo. Il sistema mira ad evitare qualsiasi rischio per la salute dei consumatori.
In Italia, il Ministero della Salute si occupa di verificare l’efficacia e il rispetto dei parametri di sicurezza. Questo controllo avviene tramite il Piano Nazionale Additivi Alimentari 2020-2024, che prevede uno screening su circa 1840 campioni l’anno, con risultati di non conformità che non superano in media l’1,16%. Questi dati mostrano un quadro complessivamente positivo rispetto al rispetto degli standard di sicurezza nel Paese.
Cosa sono gli additivi alimentari e come vengono classificati
Gli additivi alimentari sono sostanze inserite negli alimenti con obiettivi precisi, come migliorare il sapore, mantenerne l’aspetto, prolungarne la durata oppure garantirne la stabilità durante la conservazione e la lavorazione. Ogni additivo ha una sorta di “carta d’identità” rappresentata da un codice alfanumerico che inizia con la lettera “E” seguita da un numero specifico.
Questo sistema consente di individuare facilmente gli additivi dichiarati sulle etichette degli alimenti. Alcuni additivi sono naturali, come la vitamina C o la pectina , sostanze presenti anche in frutta e verdura. Altri derivano da fonti animali, come l’acido carminico , estratto da insetti. Alcuni, invece, sono sintetizzati in laboratorio, per esempio il colorante amaranto o il licopene sintetico ).
Gli additivi vengono anche distinti in base alla funzione che svolgono all’interno dell’alimento. Tra questi si trovano i coloranti, che comprendono i codici da E 100 a E 199, i conservanti e gli antiossidanti o correttori di acidità . Questa classificazione aiuta a capire la loro presenza e scopo nei prodotti confezionati.
Percezione dei consumatori sulle scelte alimentari e la sicurezza
L’ultima indagine condotta da Ipsos nell’ambito della campagna Safe2Eat 2024 ha rilevato alcune tendenze significative nelle preferenze alimentari del pubblico. Alla domanda su quali fattori determinano la scelta di un prodotto, il 56% degli intervistati ha indicato il sapore come priorità principale, seguito dal prezzo per il 50% e dalla durata di conservazione per il 37%.
La sicurezza alimentare entra però in modo più marcato nel processo di valutazione. Circa il 40% delle persone coinvolte direttamente nella campagna manifesta una maggiore attenzione alla sicurezza del cibo rispetto a una media del 35% fra il pubblico generale. Questo dato indica un crescente interesse verso le garanzie offerte dagli enti di controllo.
Questi numeri riflettono un cambiamento nella mentalità dei consumatori, che si affianca ai controlli e alle valutazioni ufficiali. Il cibo che arriva sulle tavole europee rispetta alcuni dei criteri più rigidi per la sicurezza, un elemento rassicurante per un’ampia fascia della popolazione. Le autorità continueranno a svolgere un ruolo chiave nel garantire trasparenza e tutela.
