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Sanità campana. De Luca contro il Ministro Lorenzin

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Ormai è una vera battaglia mediatica a suon di dichiarazioni tra il Governatore della Regione Campania Vincenzo de Luca ed il Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin. Infatti è di ieri la notizia della diatriba mezzo stampa tra i due, dove la Lorenzin pare abbia voluto mettere un freno ai poco velati outing di De Luca sulla volontà di essere lui stesso commissario della sanità in Campania: “De Luca non sta facendo mistero di voler diventare commissario della Regione, sono mesi che lo chiede. Io ricordo — dice il ministro — che c’è una legge che prevede che il controllore e il controllato non siano la stessa persona, poi in Parlamento con un emendamento si dà la possibilità al governo di rivedere in determinate condizioni questa norma, ma è una scelta del governo.”

Poi, continuano. Infatti, sulla richiesta di De Luca di uscire quanto prima dal commissariamento, il Ministro, senza mezzi termini, risponde con un pesante due di picche: “la situazione della Sanità in Campania è tale da richiedere ancora una fase di accompagnamento. Il nostro obiettivo in Campania è aumentare i risultati relativi alla griglia dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) che in Campania sono disastrosi”

Ed è bastato questo per far sbottare l’ex numero uno di Salerno che, con i suoi noti e poco sobri modi risponde a tono: “Il ministro della Sanità deve chiedere scusa perché è il commissario di governo che nei cinque anni precedenti ha chiuso tutti i pronto soccorso di Napoli, rendendo il Cardarelli un campo di battaglia. Noi ne abbiamo riaperti cinque”.

“Lorenzin – ha aggiunto De Luca – penso che debba chiedere scusa dieci volte alla Regione Campania. Abbiamo l’aspettativa di vita più bassa d’Italia, è una vergogna. La Campania paga quasi 400mila euro l’anno per due signori che vengono non si sa da dove qui due volte alla settimana”.

Insomma, è abbastanza chiaro ai più che lo scontro è tra due titani dei parossismi comunicativi. Una è la Lorenzin, stesso Ministro alla salute nominato da quel che fu del Governo Renzi, nota alla cronaca per la famigerata e discutibilissima campagna sul “Fertility Day“, costata ai contribuenti la modica cifra di 113mila euro, più che per la sua attività. L’antagonista è Vincenzo De Luca, colui che nel pieno della campagna referendaria degli scorsi mesi, alla telecamere (spente?) di Matrix, definì la Presidente della commissione antimafia Rosy Bindi: “Infame, da ucciderla”. Fritture di pesce escluse.

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