Sanpellegrino investe in un sistema di ricarica della falda acquifera del Brenta per sostenere l’agricoltura a Padova

di Andrea Presto

Sanpellegrino potenzia la falda del Brenta per supportare l’agricoltura padovana. - Ilvaporetto.com

Un nuovo progetto per il recupero e la tutela delle risorse idriche prenderà forma nel comune di Carmignano di Brenta, Padova. L’azienda Sanpellegrino ha deciso di realizzare due bacini artificiali destinati a incrementare il livello della falda acquifera, fondamentale soprattutto durante i mesi estivi per le attività agricole locali. L’intervento si colloca in un contesto segnato dal calo delle risorse idriche dovuto a cause naturali e antropiche, con un chiaro impatto sulle disponibilità d’acqua del bacino idrico del fiume Brenta.

La sfida del calo della falda acquifera nel bacino del Brenta: cause e conseguenze

Negli ultimi anni, la falda acquifera del bacino del Brenta ha subito un progressivo abbassamento. Le cause principali si concentrano nel cambiamento climatico, che ha ridotto le precipitazioni e la portata delle nevicate in montagna. A queste si aggiunge l’intensificazione dei prelievi d’acqua per usi agricoli e domestici, combinata con la riduzione delle superfici permeabili nel territorio, come aree agricole e verdi. Questi fattori insieme hanno alterato l’equilibrio idrico naturale, rendendo sempre più difficile soddisfare le necessità d’acqua durante i mesi secchi, in particolare in estate, quando le colture richiedono maggior irrigazione.

Questa situazione rischia di compromettere non solo la produttività agricola ma anche la qualità ambientale del territorio circostante. A fronte di questi problemi, si rende necessario un intervento che possa mitigare il calo della falda e assicurare una fonte di approvvigionamento stabile e sostenibile.

Il progetto dei bacini artificiali: caratteristiche tecniche e modalità d’intervento

Sanpellegrino ha investito oltre un milione di euro per costruire due nuovi bacini artificiali nel comune di Carmignano di Brenta. Il primo è un’area umida progettata per essere alimentata da una roggia del Consorzio di Bonifica del Brenta. Questa zona sarà dotata di vegetazione specifica che svolgerà un’azione di fitocaptazione, un processo naturale per trattenere sostanze e migliorare la qualità dell’acqua. Il bacino farà da vasca di pre-filtrazione, permettendo la decantazione dei materiali più pesanti e favorendo il miglioramento delle condizioni prima dell’infiltrazione in falda.

Il secondo bacino sarà un vero e proprio serbatoio di infiltrazione, con un fondo ghiaioso pensato per facilitare il passaggio diretto dell’acqua nel sottosuolo. Durante i mesi a maggior disponibilità idrica, da ottobre a maggio, l’acqua sarà convogliata in questi bacini. Successivamente, nei mesi estivi, questa risorsa verrà immessa nella falda acquifera, aumentando così le riserve disponibili proprio nel momento di maggior bisogno. Il sistema potrà garantire una ricarica stimata intorno ai 758.000 metri cubi di acqua ogni anno, un quantitativo rilevante per il territorio.

Collaborazione tra enti locali e società specializzate per la realizzazione e manutenzione

Il progetto vede la collaborazione di vari attori locali e società specialistiche. Il Consorzio di Bonifica del Brenta avrà il compito di realizzare e mantenere tutte le opere idrauliche necessarie ai bacini. A occuparsi della riqualifica ambientale sarà Etifor, uno spin-off dell’Università di Padova, che porterà avanti un intervento di riforestazione e ricostituzione dei prati stabili tramite l’impianto di quasi 8.000 piante erbacee e forestali. Questi interventi mirano non solo a migliorare la qualità ecologica dell’area ma anche a supportare pratiche agricole rigenerative.

Sanpellegrino ed Etifor collaboreranno inoltre per garantire la manutenzione e la cura dell’area nei prossimi anni. L’attenzione al mantenimento della funzionalità e alla valorizzazione del sito assicurerà che il progetto continui a sostenere la falda acquifera in modo duraturo, tenendo conto della equilibrio ambientale e delle esigenze delle comunità locali.

Un intervento mirato alla sostenibilità idrica e al sostegno dell’agricoltura locale

Il sistema di ricarica della falda acquifera del Brenta progettato da Sanpellegrino ha come obiettivo quello di fornire una risposta concreta alla crisi idrica che affligge il territorio, in particolare nel settore agricolo. L’idea è quella di usare le eccedenze di acqua derivanti dai mesi più piovosi per conservarle in bacini naturali e artificiali, restituendo così la risorsa al sottosuolo nei mesi più secchi.

Questa strategia aiuta a preservare le riserve naturali di acqua, evita sprechi e favorisce un uso più equilibrato e duraturo della risorsa idrica, integrando anche una componente di tutela ambientale. Il progetto si colloca nel quadro più ampio degli impegni che aziende e enti stanno prendendo per assicurare la disponibilità di acqua nel lungo periodo, in un contesto di cambiamenti climatici e pressioni crescenti sulle risorse naturali. La realizzazione e la gestione di questi bacini rappresenta un passo concreto per sostenere la vita economica e ambientale del territorio lungo il bacino del fiume Brenta.