Sapir Berman, prima donna transgender arbitro in una partita internazionale di calcio nel 2025

di Chiara Moretti

Sapir Berman, pioniera transgender in campo arbitrale internazionale nel 2025. - Ilvaporetto.com

Sapir Berman, arbitro israeliana di 31 anni, ha raggiunto un traguardo storico nel mondo del calcio diventando la prima donna transgender a dirigere una partita internazionale. Dopo oltre due decenni di lotte personali e professionali, la sua carriera raggiunge un momento cruciale segnato da sfide e successi che portano a un importante riconoscimento nel calcio europeo femminile. Questa svolta rappresenta un passo simbolico nelle vicende di inclusione nello sport.

la doppia identità di sapir berman: donna e arbitro

Fin dall’infanzia, Sapir Berman ha saputo di volere essere donna. A cinque anni già desiderava vivere come una ragazza ma si è trovata di fronte a un conflitto profondo, legato alla sua passione per il calcio. Cresciuta in una famiglia che amava il gioco, è entrata nel mondo del calcio come giocatrice, diventando difensore fino all’adolescenza. Tuttavia, la consapevolezza che il sogno di giocare da donna non poteva realizzarsi l’ha spinta a nascondersi, mantenendo segreta la sua identità per 26 anni.

Durante quegli anni ha scelto di proseguire nella carriera arbitrale, fungendo da difensore per se stessa nel campo professionale. Berman ha iniziato la sua attività di arbitro dirigendo partite maschili di alto livello in Israele, ma sempre celando il proprio vero io. Tra i suoi desideri più profondi c’erano diventare sia una donna che un arbitro di calcio; solo recentemente questi due sogni si sono fusi, generando una profonda soddisfazione per ciò che ha conquistato.

Il percorso di transizione e la sfida nel calcio

Il momento di svolta è arrivato durante il lockdown del 2020. L’isolamento ha spinto Berman a mettere a fuoco la propria vita e a volontariamente fare coming out. Quella scelta non solo riguardava la propria identità di genere, ma metteva a rischio la sua carriera sportiva. L’inizio della transizione nel 2021 l’ha posta di fronte a difficoltà emotive e professionali. L’avvio della terapia ormonale è stato complicato: fuori dal campo si sentiva meglio, dentro temeva di compromettere il percorso arbitrale costruito fino a quel momento.

Due test di idoneità arbitrale falliti e una retrocessione a un livello inferiore hanno segnato la fase iniziale della sua transizione. Nonostante i momenti difficili, è riuscita a mantenere viva la propria passione e motivazione. Solo nel 2025 ha ricevuto l’approvazione per arbitrare a livello internazionale. Questo via libera ha spalancato le porte a competizioni più prestigiose, tra cui la Champions League e i tornei continentali o mondiali, a cui ora aspira.

Il debutto internazionale e la reazione del pubblico

A marzo 2025, Sapir Berman ha diretto la partita di qualificazione all’Europeo Under 17 femminile tra Irlanda del Nord e Montenegro a Belfast, entrando nella storia del calcio europeo come primo arbitro transgender in un match ufficiale internazionale. Quell’evento ha dimostrato come il mondo del calcio possa aprirsi a nuove realtà, con Berman che ha trovato una risposta positiva soprattutto tra le atlete e gli spettatori presenti.

Il pubblico ha espresso qualche reazione negativa, ma è cambiata la natura degli insulti: ora usano nomi femminili, riconoscendola nella sua identità. Questo piccolo segno ha un valore significativo che indica una forma di accettazione, o almeno una diversa percezione. Fuori dal campo, Berman ha scoperto anche quanto la sua vicenda sostenga e ispiri giovani che vogliono trovare il coraggio di vivere fedeli a sé stessi.

La speranza nel futuro e le aspettative dagli organi di governo del calcio

Sapir Berman guarda ora con fiducia agli enti che governano il calcio, chiedendo loro di trovare sistemi per accogliere, unire e valorizzare la diversità nel mondo dello sport. Il suo percorso indica che le difficoltà possono esistere, ma la convivenza tra identità e professione è possibile. La sua storia offre una nuova prospettiva su cosa significhi arbitrare e appartenere a un ambiente tradizionalmente ancora molto rigido.

Tra gli obiettivi di Berman ci sono l’arbitraggio nelle competizioni di massimo livello femminile e maschile. Il suo esempio ha già aperto una strada, mostrando che l’ambizione personale non deve essere soffocata da stereotipi o pregiudizi. Ogni passo compiuto in campo rispecchia la determinazione a vivere pienamente e mostrare che l’identità può coesistere con la passione sportiva professionalmente.