Scarabocchi 2025 a Novara: il festival che celebra le mani tra arte, pensiero e movimento
Il festival Scarabocchi torna a Novara dal 12 al 14 settembre con la sua ottava edizione incentrata su un tema centrale e antico: le mani. Questa festa della creatività e della riflessione esplora come le mani siano il primo strumento con cui l’uomo trasforma le idee in azioni, unendo il gesto al pensiero. Al Complesso monumentale del Broletto si alternano incontri, lezioni e laboratori dedicati a grandi e bambini, con ospiti che provengono dal mondo dell’arte, della scienza e della letteratura.
Scarabocchi 2025: un invito a pensare con le mani e a riscoprire il gesto primordiale
Il titolo dell’edizione 2025, U-Mani, sottolinea il ruolo delle mani come fonte di conoscenza e di azione. Le mani sono descritte come l’organo che collega il pensiero alla realtà, capace di prendere e di dare forma, di accarezzare o costruire. Questo festival parte proprio da qui, dal gesto più semplice ma fondamentale: muovere le mani per capire e per comunicare.
La Fondazione Circolo dei lettori insieme a Doppiozero ha scelto il Complesso monumentale del Broletto come sede dell’evento, offrendo così un ambiente storico che dialoga con il tema dell’umanità e del fare manuale. Scarabocchi mette al centro ciò che spesso diamo per scontato: le mani sono il mezzo con cui nasce la scrittura, si accosta l’altro, si costruiscono oggetti e si compiono azioni decisive. Tutto parte da questo, dal movimento che è all’origine del pensiero stesso.
Non si tratta solo di arte o tecnica, ma di un legame profondo tra corpo e mente, un modo di scoprire la realtà attraverso il senso del tatto e del movimento. Gli organizzatori propongono questo percorso con un calendario ricco di lezioni e workshop, pensati per restituire il valore del gesto in un mondo che spesso si affida a gesti indiretti, come quelli richiesti dalle tecnologie.
Le attività del festival: lectio, incontri e laboratori per tutte le età
La programmazione di Scarabocchi 2025 si svolge nell’arco di tre giorni, dal 12 al 14 settembre, coinvolgendo figure di rilievo come Telmo Pievani, Lorenzo Mattotti, Tullio Pericoli, Arturo Brachetti ed Elisa Seitzinger. Ognuno porta la propria esperienza e la propria interpretazione del legame tra mani e pensiero.
Gli incontri offrono spunti di riflessione sul ruolo delle mani nella cultura e nella società, mentre i laboratori mirano a coinvolgere soprattutto i più piccoli, che possono imparare a esprimersi partendo dai movimenti della mano. Questo approccio didattico valorizza il gesto, dando spazio alla creatività e alla manualità. Il fine è stimolare la consapevolezza di quanto il corpo influenzi l’attività mentale, trasformando scarabocchi e segni in pensieri concreti.
Diversi artisti e pensatori intervengono per illustrare le potenzialità delle mani attraverso le loro esperienze: da chi lavora con il disegno – come Lorenzo Mattotti – a chi ne riconosce l’importanza nella scrittura, fino a chi si misura con il teatro e la trasformazione attraverso il movimento. Arturo Brachetti, ad esempio, portatore di una forma di arte legata all’azione immediata, interpreta il tema creando un ponte diretto tra la mano e la mente.
Questi momenti creano uno spazio condiviso dove cultura, educazione e arte si intrecciano tra loro, offrendo un’esperienza capace di far riflettere e al tempo stesso divertire. Il festival propone così un modo nuovo di avvicinarsi alle proprie capacità manuali: non si tratta solo di abilità, ma di una vera posta in gioco esistenziale.
L’importanza del gesto umano in tempi segnati da conflitti e disumanizzazione
Marco Belpoliti, curatore del festival e direttore editoriale di Doppiozero, sottolinea come le mani abbiano insegnato all’uomo a fare e a pensare insieme. L’edizione 2025 parte da questa convinzione osservando la parola “U-man”, che racchiude nella lingua italiana sia l’organo delle mani sia l’idea stessa dell’essere umano.
In un’epoca che si distingue per la facilità di comunicazione digitale ma anche per le difficoltà nel costruire dialogo reale, il tema delle mani diventa una riflessione necessaria. Giuseppe Culicchia, direttore della Fondazione Circolo dei lettori, evidenzia che oggi, tra contrasti, delegittimazioni e scontri, è urgente recuperare l’ascolto e la comprensione dell’altro, condizioni fondamentali per ogni società.
Secondo i promotori, questo festival è un invito a ripensare il valore dei gesti semplici, quelli fatti con le mani, che rappresentano il primo contatto con la realtà e con le persone. Il richiamo è forte soprattutto rivolto ai bambini, ma anche rivolto a una società che si ritrova spesso divisa e distante dal corpo e dai suoi messaggi diretti.
L’edizione del 2025 di Scarabocchi assume così anche una dimensione civile, puntando a offrire ai partecipanti non solo un’esperienza culturale, ma uno stimolo a ricostruire legami autentici attraverso il gesto. Dallo scarabocchio alla scrittura, dalla carezza alla presa, il percorso suggerito attraversa la storia dell’uomo e il suo presente più urgente.
