Stekelenburg, tra Ajax e Inter: il ricordo di un infortunio e la carriera da portiere
La partita tra Ajax e Inter riporta alla mente uno dei momenti più importanti nella carriera di Maarten Stekelenburg. L’ex portiere, che ha costruito gran parte della sua storia calcistica proprio con l’Ajax, visse un episodio drammatico proprio in un confronto contro i nerazzurri. Oggi, quasi 43enne, Stekelenburg ripercorre quei giorni, mescolando ricordi e presente, e parla del calcio e della sua famiglia.
Stekelenburg e il legame con Ajax e Inter: una carriera segnata da un episodio duro
Maarten Stekelenburg ha passato buona parte della sua carriera all’Ajax, con 311 presenze all’attivo. Per lui, l’Ajax non è stato solo un club, ma una vera casa, un punto fermo della sua vita sportiva. Il rapporto con l’Inter invece è segnato da un momento difficile: il 17 settembre 2011, durante una partita tra Ajax e Inter, subì un colpo duro al volto, involontariamente provocato da Lucio, che lo costrinse a un ricovero immediato.
All’epoca, Stekelenburg aveva appena iniziato una nuova avventura alla Roma, sotto la guida di Luis Enrique. L’allenatore spagnolo lo aveva cercato con insistenza, chiamandolo più volte in estate per convincerlo a trasferirsi nella Capitale. Stekelenburg ricorda bene quelle telefonate e le conversazioni, definendole intense. Quel trasferimento segnò il suo debutto in Serie A, un passo importante nella sua carriera.
Ajax e Inter oggi: Stekelenburg guarda al presente con calma
La sfida tra Ajax e Inter fa tornare Stekelenburg a riflettere sul momento che stanno vivendo entrambe le squadre. Entrambe sono in una fase di ricerca della miglior forma, sia fisica che tattica. Con nuovi allenatori al timone, serve tempo per trovare l’equilibrio giusto e far girare i meccanismi. Stekelenburg ha un approccio calmo: niente fretta, serve pazienza per ottenere risultati solidi.
In particolare, si parla molto del portiere dell’Inter, Handanovic, e delle sue prestazioni, che dividono tifosi e media. Stekelenburg, che ha lasciato il calcio pro solo due anni fa, offre un punto di vista da ex compagno di reparto, senza farsi trascinare dal chiacchiericcio. Anche se non segue ogni partita di Serie A, è convinto che Handanovic abbia fatto un buon lavoro da quando è arrivato a Milano. Il suo giudizio si basa su quello che ha visto in campo, senza esagerare.
Vita fuori dal campo: padel, famiglia e il calcio dei figli
Oltre ai ricordi da portiere, Stekelenburg racconta la sua vita oggi. Non guarda molto calcio, se non qualche partita di Champions League, ma segue con interesse l’Ajax, soprattutto quando gioca in casa. Spesso va allo stadio con i suoi figli. La famiglia è il centro della sua vita, anche per il legame con il calcio: due dei suoi figli giocano da portieri nell’AZ Alkmaar, uno dei club più noti in Olanda.
Nel tempo libero si dedica al padel, uno sport che ha scoperto da poco ma che ha subito preso a cuore. Dice di giocare due o tre volte a settimana, trovandolo divertente e un ottimo modo per restare in forma. La sua partecipazione alla tappa olandese dell’EA7 World Legends Tour dimostra quanto, anche dopo il ritiro, resti legato al mondo dello sport, tra momenti di gioco e socialità.
L’aneddoto con Totti e il rapporto con Lucio dopo l’incidente
Un ricordo curioso riguarda i tempi alla Roma nel 2011, quando Stekelenburg si allenava ogni giorno con Francesco Totti. Racconta che Totti amava tirare in porta, anche a fine allenamento, e spesso Stekelenburg si fermava a parare i suoi tiri. Era una routine che entrambi apprezzavano.
Per quanto riguarda la serata in cui Lucio lo colpì al volto, non ci sono state tensioni tra i due. Stekelenburg conferma di non aver mai ricevuto chiamate o visite da Lucio dopo l’incidente, ma sottolinea che situazioni simili possono succedere nel calcio e non c’è bisogno di drammi o confronti. Ricorda invece con affetto il supporto di Wesley Sneijder, che andò a trovarlo in ospedale per assicurarsi che stesse bene in quei momenti difficili.
