Teresa Mannino al Festival di Sanremo: monologo ambientalista e femminista

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Teresa Mannino al Festival di Sanremo: monologo ambientalista e femminista - ilvaporetto.com

Applausi scroscianti per Teresa Mannino, co-conduttrice della terza serata del Festival di Sanremo. La comica palermitana ha portato sul palco dell’Ariston un monologo ambientalista e femminista che mischia ironia e inviti alla riflessione. “Siamo nel 2024 ma ragioniamo come 2524 anni fa”, ha esordito. Quindi ha fatto riferimento al filosofo greco Protagora da cui ha preso spunto. “Nell’Antica Grecia c’erano soltanto filosofi o eroi, se cercavi un elettricista potevi morire”, ha sottolineati.

“L’uomo ha perso la misura e pensa che tutti gli esseri viventi siano a sua disposizione”

“Protagora non ha avuto il successo che meritava, un po’ come Zarrillo – ha spiegato Teresa Mannino – Protagora in realtà ha avuto un grande successo, diceva che l’uomo è misura di tutte le cose. Oggi potremmo dire che l’uomo ricco, bianco e occidentale è misura di tutte le cose, solo che quest’uomo la misura l’ha proprio persa. E pensa che tutto il resto del mondo, tutti gli esseri viventi siano a sua disposizione. E quello che non serve viene eliminato”.

“Siamo animali e ce lo dobbiamo ricordare. Io non me lo posso scordare, basta che guardo mio cognato”

“Non solo l’uomo, anche le donne – ha tenuto a precisare – Noi siamo animali e ce lo dobbiamo ricordare. Io non me lo posso scordare, basta che guardo mio cognato e me lo ricordo subito. Pensate che ho scoperto che abbiamo il 60% del nostro patrimonio genetico uguale alle banane. È per quello che si dice: ‘Mi sono sbucciato le ginocchia’. Con le scimmie abbiamo in comune il 98%, solo che questa informazione non è molto diffusa perché giustamente gli scimpanzè ci tengono a non farlo sapere. Noi ci sentiamo superiori perché parliamo ma in realtà gli animali e le piante comunicano in un altro modo”.

“Il milanese che non capisce il siciliano non è cretino, è milanese e parla un’altra lingua”

Teresa Mannino ha punzecchiato i suoi conterranei: “È lo stesso atteggiamento presuntuoso che abbiamo noi siciliani che quando arriva qualcuno dal Nord, tipo un milanese o un piemontese, ci parliamo in siciliano e se non capisce diciamo: ‘Chistu è cretino’. Ma non è che è cretino, è milanese, parla un’altra lingua”. “Per esempio, i babbuini si salutano strizzandosi il pene – ha proseguito tirando nuovamente in ballo il mondo animale – In questo modo riescono ad acquisire tante informazioni. Nell’Antico Testamento Giobbe dice: ‘Interroga gli animali e te lo insegneranno’. Io ho interrogato le formiche tagliafoglie. Sono intelligentissime, sono delle raccoglitrici, coltivano. Fanno agricoltura da 50 milioni di anni e non hanno rovinato niente. Noi la facciamo solo da 10mila anni e abbiamo sfinito il pianeta”.

“Le formiche tagliafoglie non hanno il problema di gestire gli ex”

Teresa Mannino ha proposto di copiare le formiche tagliafoglie visto che il loro modello è vincente: “Nella società delle formiche tagliafoglie ci sono la regina madre e le sue figlie, i maschi sono solo una piccola minoranza. La regina madre decide il sess0 dei nascituri. E che sess0 sceglie? Femmine. I maschi li fa una volta all’anno per la prosecuzione della specie. Qual è il loro ruolo? Non gli fanno neanche buttare la spazzatura. L’unico compito che hanno è quello di fornire gli spermatozoi che vengono conservati nella spermateca della regina. Dopo l’accoppiamento muoiono perché non servono più. Ma quanto sono avanti? Non hanno il problema di gestire gli ex. ‘Come sta il tuo ex?’. È morto’. ‘E quello con cui stai adesso?’. ‘Questione di ore’. E i maschi felici perché la loro vita è stata un’unica grande sco**ta”.

“Gli animali umani preferiscono il potere, sugli altri uomini, sulle donne, sui bambini, sulla natura”

**“Gli animali umani invece preferiscono il potere, sugli altri uomini, sulle donne, sui bambini, sulla natura – ha concluso – Anche a me piace il potere, ma il potere – che ha tutta un’altra energia – di ridere e far ridere, di vestirmi con le piume, di cantare anche se sono stonata, di ballare per strada anche se mia figlia mi dice: ‘Mamma smettila che mi stai facendo vergognare’. Non sono disposta ad ignorare le storie che non sono ancora passate, se non è passato non è il momento di passare oltre”.

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