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“Terroni Uniti” a Napoli, concertone antirazzista del 1 maggio

L'orgoglio antirazzista e meridionale approda al punto di partenza, a Napoli

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NAPOLI, 26 APRILE 2017 – Dopo i singolari fatti di Pontida (Vedi articolo) il gruppo dei “Terroni Uniti” ritorna al punto di partenza, nella capitale del Mezzogiorno, in una data emblematica per tutti: il 1 maggio.

Lunedì 1 maggio una vera e propria maratona musicale prenderà vita in Piazza Dante, dalle 14 fino a notte fonda. L’evento, organizzato dal Comune di Napoli, vedrà grandissimi artisti che canteranno, affollando il palco in una location del tutto mozzafiato, di diritti (negati), di sfruttamento, di orgoglio antirazzista e di passione meridionalista. Tutto ciò in un giorno simbolo per i lavoratori. Tra i tanti si esibiranno Eugenio Bennato, i 99 Posse, Jovine, Ciccio Merolla, Daniele Sepe, Foja, Maldestro, Franco Ricciardi, Sud Express, Assurd, Asya, Valentina Stella, ‘O Rom, Marzuk, Capone & BungtBangt, Mbarka Ben Taleb, Gnut, Gino Fastidio e Balsamo, Mujeres Creando e tantissimi altri.

Risulta difficile non ricordare i fatti dello scorso 22 aprile dove l’amministrazione comunale di Pontida, cittadina bergamasca caposaldo leghista, negò, inizialmente, l’utilizzo del prato adiacente al piazzale del concerto e, inoltre, deliberò la chiusura del centro storico, e tutte le attività della zona (scuole, uffici ed attività commerciali), in previsione di una mera iniziativa pacifica. Ma, infine, tutto è andato per la meglio. Per fortuna.

Questo è quanto si legge sulla pagina Facebook di “Terroni Uniti” in merito all’evento:

 

Siamo appena tornati da Pontida!
Siamo gli attivisti, gli artisti, i musicisti, i cantanti, le studentesse e gli studenti che hanno organizzato il Festival che il 22 Aprile hanno dissacrato la roccaforte leghista con musica e i mille colori dell’Italia antirazzista.
Siamo terroni perché difendiamo il nostro territorio: lo difendiamo dai rifiuti, dalla malavita, dallo sfruttamento, dalla finanza predatoria.
Il tour dei terroni non è che all’inizio. La prossima tappa? Ovviamente Napoli.
Il primo maggio saremo in piazza per cantare, suonare, ballare insieme come abbiamo fatto sul pratone di Pontida per dare voce nel modo più forte possibile alle tante esperienze di resistenza che oggi continuano ad animare il nostro meridione.
Abbiamo scelto il primo maggio per una ragione ovvia: la festa dei lavoratori e delle lavoratrici. Che a Sud diventa la festa ribelle dei lavoratori a nero, dei lavoratori sfruttati, della manodopera dell’informale, delle vittime clandestine del caporalato.
Siamo andati a Pontida a ribadire che le idee di solidarietà, di rifiuto della guerra, di antirazzismo hanno casa ovunque. Ora saremo nella nostra prima casa per pretendere che essa sia liberata da ogni marchio, da ogni pregiudizio, da ogni politica di marginalizzazione, privatizzazione, indebitamento, avvelenamento, sfruttamento.
Sono già tantissimi gli artisti che hanno aderito alla nostra proposta.
Mentre in Europa si ingrandisce il potere delle compagini politiche eversive e guerrafondaie, mentre i pochissimi uomini al vertice decidono della vita e della morte di migliaia di persone, noi pensiamo che da Sud debba venire il grido di riscossa: non ci fermiamo!
Ci vediamo a Piazza Dante!

Insomma, buona festa dei Lavoratori e ci vediamo a Piazza Dante.

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