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Toni Servillo Legge Napoli

Al Trianon Viviani, dal 23 al 25 febbraio, andrà in scena “Toni Servillo Legge Napoli”.

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Torna a Napoli, il celebre attore  Toni Servillo e stavolta lo fa per omaggiare in tutto e per tutto la cultura napoletana.

Lo spettacolo “Toni Servillo Legge Napoli”, prodotto da “Teatri uniti”, il quale andrà in scena dal 23 al 25 febbraio presso il teatro Trianon Viviani, non sarà altro che la rilettura, da parte dell’attore, di alcuni brani classici e contemporanei di celebri autori napoletani, scelti accuratamente dallo stesso Servillo.

Tra i tanti vi sono nomi davvero grossi: si va dai testi di Salvatore Di Giacomo, Raffaele Viviani, Eduardo De Filippo, Maurizio De Giovanni, fino ad arrivare al gran finale con la Livella di Totò.

Opere e autori, che nel corso del tempo hanno rappresentato al meglio la cultura napoletana, ma ancor di più l’essere napoletano. In questo spettacolo dedicato alla nostra tradizione culturale, l’attore s’immerge a pieno nella vita di questi poeti e scrittori che, di Napoli, hanno conosciuto croce e delizia.

L’idea del premio Oscar è difatti quella di non far passare per nessuna ragione al mondo inosservata l’identità di questa terra, formatasi col tempo in quattro lunghi secoli di letteratura.

Accanto a poemetti, considerati fra i grandi classici del Novecento italiano, come “Lassamme fa’ a Dio” di Salvatore di Giacomo e “Vincenzo De Pretore” di Eduardo De Filippo, ci sono due liriche di Ferdinando Russo, “A Madonna d’‘e mandarine” e “‘E sfogliatelle”, che si alterna all’attualissima “Fravecature” di Raffaele Viviani.

Servillo, inoltre, da spazio alla sanguigna invettiva de”‘A sciaveca” di Mimmo Borrelli e alla lingua contemporanea, colta e provocatoria di ”Litoranea” di Enzo Moscato.

Composte per la circostanza sono invece “‘O vecchio sott’ò ponte” di Maurizio De Giovanni, il quale racconta l’inumano dolore per la perdita di un figlio, e “Sogno napoletano” di Giuseppe Montesano, in cui dichiara la dimensione onirica, l’apocalisse lascia il passo a un salvifico, auspicato, risveglio delle coscienze. Entrambe tuttavia s’infrangono nella successiva sequenza, aspra e feroce, di “Napule”, rustico ritratto della città scritto da Mimmo Borrelli.

Un occasione unica per gli amanti del teatro e non solo, sicuramente da non farsi scappare.

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