Toyota e Mazda puntano sulle batterie usate per accumulare energia

di Roberta Ludovico

Toyota e Mazda sfruttano batterie usate per immagazzinare energia. - Ilvaporetto.com

Toyota e Mazda hanno messo in piedi un progetto insieme per dare nuova vita alle batterie esauste delle auto elettriche. L’idea è usarle come accumulatori di energia, sia per uso domestico che industriale. Una risposta concreta alla sfida di gestire meglio l’energia prodotta da fonti rinnovabili, offrendo un nuovo ruolo a batterie che altrimenti finirebbero buttate e aiutando a tagliare le emissioni di CO2.

Sweep Energy Storage System: così funziona il nuovo sistema di accumulo

Al centro di tutto c’è il Sweep Energy Storage System, sviluppato da Toyota e messo alla prova nello stabilimento Mazda di Hiroshima. Il sistema prende batterie di auto elettriche ormai fuori uso, le rinnova e le collega a una rete energetica intelligente. Così si crea un accumulatore capace di immagazzinare energia pulita, per esempio quella prodotta dal solare o dall’eolico.

Durante i test, Mazda si occupa di gestire come l’energia viene distribuita e utilizzata, mentre Toyota garantisce che la carica e la scarica delle batterie avvengano senza intoppi, mantenendo alta la qualità. L’obiettivo? Verificare se il sistema regge i picchi di domanda o i surplus di energia rinnovabile, mantenendo stabile la rete elettrica. Una sfida importante, visto che con l’aumento delle fonti intermittenti serve proprio questo tipo di tecnologia.

In Giappone è la prima volta che un costruttore auto si impegna in prima persona con un sistema del genere, un passo avanti significativo nel modo in cui l’industria automotive si inserisce nel mondo dell’energia.

Riutilizzare le batterie esauste: la chiave per reti più stabili

Il punto forte di questa collaborazione è il riuso delle batterie di seconda vita. Quelle celle che non vanno più bene per muovere un’auto, perché hanno perso un po’ di capacità, possono comunque fare un ottimo lavoro come accumulatori fissi. In questi casi, peso e dimensioni non sono così determinanti.

Riutilizzare queste batterie allunga di molto la loro vita utile, riducendo così gli sprechi e l’impatto ambientale legato a smaltimento e produzione di nuove celle. Inoltre, queste batterie ricondizionate aiutano a stabilizzare le reti elettriche che usano energie rinnovabili, un tema cruciale in Giappone, dove si punta alla neutralità carbonica.

Conservare energia quando la domanda è bassa e rilasciarla quando serve permette di bilanciare meglio l’offerta, migliorando la qualità del servizio elettrico e riducendo il ricorso a fonti fossili di backup. Il progetto Toyota-Mazda dimostra come recuperare componenti delle auto possa contribuire concretamente agli obiettivi ambientali del Paese.

Test A Hiroshima: un modello da replicare

Il progetto è partito nello stabilimento Mazda di Hiroshima, dove il sistema di accumulo energetico è stato integrato con l’infrastruttura esistente. Qui, le batterie di seconda mano vengono usate per alimentare la sede centrale Mazda, grazie a un sistema sviluppato da Toyota.

Questa collaborazione permette di scambiare dati tra i sistemi di gestione energetica dei due gruppi, testando un funzionamento coordinato e di alta qualità nel caricare e scaricare energia. L’obiettivo è creare un modello che si possa estendere ad altri impianti, dall’uso domestico fino a quello industriale.

Con l’aumento dei veicoli elettrici in Giappone e nel mondo, crescerà anche il numero di batterie da smaltire. Progetti come questo offrono una soluzione concreta per gestire l’impatto ambientale e le sfide energetiche legate all’elettrificazione dei trasporti.

Inoltre, segna un cambio di ruolo per le case auto: non più solo produttrici di veicoli, ma protagoniste anche nella gestione intelligente dell’energia legata alle proprie tecnologie.

Un passo avanti per ridurre le emissioni e puntare alla neutralità carbonica

Usare batterie esauste per accumulare energia si inserisce in un quadro più ampio di strategie per tagliare le emissioni di gas serra. Le auto elettriche riducono l’inquinamento locale, ma la produzione e lo smaltimento delle batterie restano problematiche.

Dare una seconda vita alle batterie permette di sfruttare le capacità residue delle celle, abbattendo la domanda di nuovi materiali e riducendo l’impatto ambientale complessivo. Così si migliora il bilancio di carbonio su tutto il ciclo di vita delle batterie.

I sistemi di accumulo diventano fondamentali per gestire le fonti rinnovabili, che producono energia in modo discontinuo e hanno bisogno di soluzioni per modulare l’offerta. In questo modo si riduce la dipendenza dai combustibili fossili, avvicinando il Giappone – e non solo – all’obiettivo della neutralità carbonica.

Toyota e Mazda propongono un modello che si può adattare a diversi contesti, industriali e domestici, offrendo un modo sostenibile per rispondere alla crescente domanda di energia verde usando tecnologie già esistenti, recuperate e riciclate.