Toyota vola con ibride e elettriche in Usa e Cina, ma in Giappone la produzione rallenta

di Chiara Moretti

Toyota accelera con ibride ed elettriche in Usa e Cina, rallenta in Giappone. - Ilvaporetto.com

Toyota ha toccato livelli record di produzione e vendite grazie alla forte domanda di veicoli ibridi ed elettrici negli Stati Uniti e in Cina. L’azienda giapponese ha aumentato nettamente l’output di luglio 2025 in questi due mercati chiave, ma deve fare i conti con le incertezze legate ai dazi americani e con il maltempo che ha colpito il Giappone. Questi problemi hanno inciso sulle previsioni di profitto per l’anno fiscale in corso e spinto la casa a rivedere la sua strategia produttiva.

Stati Uniti: produzione in ripresa dopo i richiami del 2024

A luglio 2025 Toyota ha prodotto 846.771 veicoli, con un aumento del 5,3% rispetto allo stesso mese dell’anno prima. Negli Usa, la crescita è stata ancora più evidente: la produzione è schizzata del 28,5%, toccando quota 95.145 unità. Il merito va soprattutto alla fine dei richiami che avevano bloccato le linee nel 2024, rallentando la fabbricazione di modelli fondamentali.

Gli Stati Uniti restano un mercato fondamentale, soprattutto per le ibride. Qui la domanda è ancora alta, spinta da consumatori sempre più attenti all’ambiente. Toyota continua a puntare forte su questo segmento, sviluppando modelli che rispettano norme più stringenti e rispondono a clienti sensibili alle emissioni. La ripresa produttiva dimostra come l’azienda sappia reagire in fretta ai cambiamenti del mercato, riallineando la produzione dopo i problemi dell’anno passato.

La spinta cinese arriva dai nuovi modelli elettrici

Anche in Cina la produzione Toyota è cresciuta: a luglio si è registrato un +17,1%, per un totale di 135.235 veicoli. A trainare questa crescita sono stati soprattutto i nuovi modelli elettrici, che rispondono alla strategia locale di mobilità sostenibile e agli incentivi del governo.

La Cina è uno dei mercati più vivaci al mondo per i veicoli a basse emissioni, con fabbriche che si adattano rapidamente alle richieste di un pubblico sempre più interessato alle prestazioni delle auto elettriche. Toyota sta così rafforzando la sua posizione, sfidando i marchi emergenti e giocando un ruolo importante nella transizione verso l’elettrico e l’ibrido. L’attenzione di Pechino per la mobilità green spinge non solo verso la diffusione delle auto a batteria, ma anche verso l’innovazione tecnologica negli impianti produttivi, come confermano i dati positivi del trimestre.

In Giappone la produzione cala a causa del maltempo

Diverso il quadro in Giappone, dove la produzione Toyota è scesa del 5,5%, fermandosi a 292.000 unità. Secondo fonti aziendali, la causa principale sono stati eventi climatici avversi che hanno interrotto le attività negli stabilimenti nazionali. Il maltempo ha provocato rallentamenti sulle linee e difficoltà logistiche, pesando su un mercato interno importante ma meno dinamico rispetto agli altri.

In particolare, il crescente numero di tifoni e piogge intense ha costretto Toyota e altre aziende giapponesi a mettere a punto nuove strategie per limitare i rischi legati al clima. Questi eventi mostrano quanto sia cruciale per il gruppo puntare sulla resilienza ambientale anche in patria, nonostante la solidità globale del marchio.

Profitti in calo per i dazi americani sulle auto importate

Nonostante i risultati produttivi e di vendita di luglio siano buoni, Toyota ha rivisto al ribasso le stime sui profitti per l’anno fiscale in corso. L’utile netto previsto cala del 44,2%, fermandosi a 2.660 miliardi di yen . Anche l’utile operativo scende, con una contrazione stimata di 1.400 miliardi di yen, poco più di 8 miliardi di euro.

Il motivo principale sono i dazi più alti imposti dagli Stati Uniti sulle auto importate, che aumentano i costi e complicano le strategie commerciali di Toyota. L’amministrazione americana mantiene tariffe elevate soprattutto sui veicoli provenienti dal Giappone, riducendo i margini delle aziende del settore.

A fine luglio 2025 è stato siglato un accordo tra Giappone e Stati Uniti per abbassare i dazi dal 27,5% al 15%. Però non è ancora chiaro quando entrerà davvero in vigore questa nuova tariffa. L’incertezza rallenta la pianificazione produttiva di Toyota, rendendo più difficile programmare investimenti a lungo termine e mantenere la competitività a livello globale.

Nuovo stabilimento ad Aichi per rafforzare la produzione in Giappone

Nonostante le sfide, Toyota ha annunciato la costruzione di un nuovo stabilimento nella prefettura di Aichi, a sud-ovest di Tokyo. L’impianto dovrebbe entrare in funzione all’inizio degli anni ’30 e garantirà una capacità produttiva di circa 3 milioni di veicoli all’anno.

L’obiettivo è bilanciare l’espansione all’estero rafforzando la base industriale in Giappone. Il nuovo stabilimento sarà un pezzo chiave nelle strategie del gruppo e probabilmente includerà tecnologie per la produzione di ibride ed elettriche, settori in cui Toyota vuole restare competitiva.

L’investimento ad Aichi conferma la volontà di Toyota di mantenere un ruolo da leader globale, preservando competenze e capacità produttive nel proprio paese, anche in un mercato sempre più complesso e in continua evoluzione.