Tragedia sul lavoro: morte e ipocrisia

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Tragedia sul lavoro: morte e ipocrisia - ilvaporetto.com

Tragedia sul lavoro: morto elettricista Francesco Sinico

Francesco Sinico, elettricista di 47 anni, è morto nella notte del 27 dicembre, dopo una settimana di agonia, all’ospedale Borgo Trento, per essere caduto da 6 metri di altezza, mentre stava intervenendo sull’impianto elettrico di un’azienda di legnami di Camponogara, una frazione di Vestenanova. Lascia la moglie e due figli. È l’ennesima morte sul lavoro, quelle che da più parti vengono ancora chiamate con il termine ipocrita “morti bianche”, ma che di bianco non hanno proprio un bel niente.

Marco Bazzoni e la lotta contro le morti sul lavoro

Marco Bazzoni, un uomo che da anni tiene il conto di chi perde la vita in fabbrica o nei campi, ha espresso la sua frustrazione riguardo a questa tragica situazione: “Ci vorrebbero pene più severe per i responsabili delle morti sul lavoro”.

Ipocrisia e mancanza di controlli: la realtà delle morti sul lavoro

Le morti sul lavoro sono una realtà tragica che non riceve l’attenzione che merita. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro e le Asl dovrebbero coordinarsi meglio per garantire la sicurezza sul lavoro. Inoltre, la mancanza di controlli adeguati e pene troppo lievi per i responsabili delle morti sul lavoro rendono la situazione ancora più drammatica. Le leggi esistono, ma è necessario un maggiore impegno nel farle rispettare, poiché attualmente i lavoratori continuano ad infortunarsi, a rimanere invalidi e a morire sul lavoro. Quando si farà seriamente qualcosa per ridurre drasticamente gli infortuni e le morti sul lavoro?

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