Tremolada nel mirino: polemiche e tensioni in Monza-lazio
L’arbitro Tremolada è finito al centro delle critiche durante Monza-Lazio. Tra decisioni contestate, un’espulsione poi annullata e fischi che hanno fatto discutere, la sua direzione di gara ha sollevato parecchie polemiche fin dai primi minuti.
Fischi in ritardo e il recupero che fa discutere
Tremolada ha vissuto una serata difficile, con le sue decisioni spesso messe in dubbio da giocatori e tifosi. I fischi sono arrivati tardi o non sempre precisi, spezzando il ritmo della partita e innervosendo soprattutto la Lazio. Il caso più eclatante? L’espulsione di Vranckx, inizialmente decisa e poi tolta grazie al VAR, che ha evidenziato qualche incertezza nella gestione dei momenti più delicati.
Anche il recupero finale non ha convinto: molti avrebbero voluto almeno un minuto in più. L’arbitro si è fermato un po’ prima, scatenando altre discussioni su come venga calcolato il tempo aggiuntivo, un dettaglio sempre sotto la lente d’ingrandimento nelle partite cariche di tensione.
Nel complesso, Tremolada ha faticato a mantenere il controllo, mancando a tratti di decisioni chiare e decise. I suoi fischi non sono stati d’aiuto nel calmare gli animi, e il clima in campo è diventato sempre più teso, rendendo difficile un gioco fluido e corretto.
Decisioni Al Veleno: rigore negato e contatti in area
Uno dei momenti più discussi è stato il rigore richiesto da Pedro per un presunto tocco di mano di Muharemovic in area. L’arbitro, dopo aver valutato la situazione, ha giudicato che il pallone avesse colpito più il petto del difensore che il braccio, attaccato al corpo. La mancata concessione ha fatto infuriare i tifosi, vista l’importanza del momento, con entrambe le squadre alla ricerca del gol decisivo.
Anche nel recupero, un contatto tra Thorstvedt e Provedel non è stato sanzionato. Il contrasto è stato duro, ma giudicato regolare. Queste scelte hanno alimentato il dubbio su un arbitraggio che non sempre è sembrato coerente, soprattutto nei momenti caldi dentro l’area.
Durante l’1-0, poi, c’è stata una verifica sul fuorigioco di Fadera, mantenuto in gioco da Zaccagni. Dopo un controllo attento, il gol è stato convalidato, anche se resta qualche perplessità su alcune interpretazioni che hanno tenuto alta la tensione.
Ammonizioni e interventi al limite
Non sono mancati episodi di gioco al limite, come lo slalom di Lauriente in area biancoceleste. Gila ha giocato pulito, mentre Marusic ha usato esperienza e qualche trucco per fermare l’avversario. Tremolada ha scelto di non intervenire, evitando così polemiche, ma confermando la natura controversa della partita.
Da segnalare anche l’episodio con Rovella: già ammonito, ha tirato la maglia di Koné senza essere punito con un secondo giallo. L’arbitro ha lasciato correre, spegnendo un possibile momento di tensione ma mostrando una gestione a volte troppo permissiva o incerta.
In generale, la direzione di Tremolada è sembrata discontinua, con interventi presi a sprazzi e spesso in ritardo. Questi errori pesano molto sul controllo della partita e sulla testa dei giocatori.
Espulsione annullata: il VAR salva Vranckx
Il momento clou è stato l’espulsione di Vranckx per un fallo duro, un vero pestone che sembrava meritare il rosso diretto. Tremolada ha estratto il cartellino rosso, ma il VAR, con l’arbitro Meraviglia in cabina di regia, ha chiesto la revisione con l’On Field Review.
Dopo aver rivisto l’azione, Tremolada ha tolto il rosso, giudicando il fallo meno grave del primo giudizio. La decisione è stata comunicata a tutti, compreso l’arbitro di Monza, confermando l’uso decisivo della tecnologia per correggere errori grossolani.
Questo episodio mostra quanto sia stata complessa la partita da arbitrare, con situazioni al limite e decisioni difficili. Il VAR si conferma strumento fondamentale per evitare sbagli pesanti, anche se non cancella la fatica di gestire momenti così delicati fino all’ultimo secondo.
