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Tutto (o quasi) sulle Universiadi napoletane

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NAPOLI, 30 APRILE – Partiamo subito da un presupposto: non ci saranno rivoluzioni per le Universiadi napoletane. Nessuna grande opera in programma, nessuna mangiatoia edilizia sullo sfondo e neppure un inutile consumo di suolo pubblico (una vera piaga, di questi tempi). L’idea – assai ottocentesca, per la verità – di legare il grande evento internazionale con la realizzazione di super impianti sovradimensionati, spesso ingestibili, e vaste aree insediative per gli atleti, sembra essere finalmente tramontata. Certo, probabilmente Napoli è tra le città più impiantisticamente arretrate d’Europa, ma questa è un’altra storia e da una parte si doveva pur iniziare…

Abbandonato il gigantismo costruttivo, forse anche per celare i gravi ritardi organizzativi accumulati, l’unica vera alternativa alla progettazione di faziose e dispendiose opere è rappresentata dall’ammodernamento e dal recupero impiantistico: la riqualifica funzionale di ciò che già esiste, e che spesso, a Napoli, è abbandonato a sé stesso. Nessun nuovo impianto in arrivo per le prossime Universiadi, dunque, ma la rigenerazione urbana e funzionale dei palazzetti e degli stadi disseminati sul territorio campano – e sarebbe già tanto, aggiungiamo noi. In totale, a giochi fatti, gli impianti riammodernati saranno una sessantina di cui circa 20 sul territorio napoletano.

L’Ente finanziatore delle Universiadi è la Regione Campania che finanzia l’intera spesa di 270 milioni di euro complessivi. Un budget di 127 milioni destinato alla riqualificazione degli impianti sportivi, e uno da 129 milioni per i servizi connessi (alloggio degli atleti, trasporto, logistica etc.). Lo scopo naturalmente è quello di renderli nuovamente agibili non solo per le Universiadi ma anche e soprattutto per il futuro della Campania. In accordo con gli altri enti locali del territorio, inoltre, la Regione ha deciso di inserire un secondo piano di interventi che interesserà tutti quegli impianti che non rientrano nel progetto delle Universiadi. Interventi fondamentali che riguardano l’ammodernamento di impianti importanti per la cittadinanza come lo Stadio Collana (7 milioni di euro), lo stadio di Afragola e il Campo Albricci al Corso Malta, per un importo complessivo di 15 milioni dei 127 stanziati.

Napoli, per le Universiadi, ospiterà ben 8.500 atleti provenienti da 124 Paesi del mondo, di cui circa 4 mila alloggeranno in due navi da crociera attraccate al porto di Napoli, un migliaio soggiornerà nella sede di Fisciano dell’Università di Salerno e altri 3 mila atleti saranno distribuiti negli alberghi di Avellino, Salerno e Caserta. In città si attendono circa 30 mila presenze per un evento di prestigio internazionale che verrà inaugurato il prossimo 3 luglio allo Stadio San Paolo, mentre la cerimonia di chiusura si terrà domenica 14 e andrà in scena nella splendida cornice di Piazza del Plebiscito. Con ogni probabilità, per voce dell’organizzazione, l’accesso alle gare preparatorie della manifestazione sarà completamente gratuito, mentre verranno previsti prezzi simbolici per le fasi finali delle varie competizioni.

Un villaggio galleggiante di atleti su navi da crociera al cospetto dell’area storico-monumentale più nota e celebrata della città – commenta Pasquale Belfiore, docente di Progettazione Architettonica e Urbana dell’università della Campania Luigi Vanvitelli, sul periodico Porti Campani in Rete -, per l’assoluta novità dell’evento, queste immagini saranno destinate ad entrare nella iconografia storica del porto. Napoli e la Campania hanno accusato gravi ritardi nell’organizzazione ma, paradossalmente, proprio per questo motivo alla fine sono state fatte le scelte progettuali e insediative più utili e ragionevoli. In luogo di nuove attrezzature sportive e insediative che avrebbero richiesto ingenti risorse e tempi molto più lunghi, è stato varato un vasto programma di straordinaria manutenzione e ammodernamento delle strutture e degli impianti esistenti nella regione con lo sguardo, lungimirante, rivolto oltre l’evento sportivo. Napoli, le quattro province e i centri minori che saranno teatro delle gare, alla chiusura dei giochi, potranno contare su un patrimonio ragguardevole di attrezzature sportive.”

Una curiosità: il governo nazionale, il CONI e il precedente Commissario preposto erano intenzionati a posticipare le Universiadi al 2021 ma la volontà e l’intesa istituzionale tra Comune, Regione e FISU sono state determinanti affinché si potesse attivare la complessa macchina organizzativa che ha permesso la realizzazione dell’evento.

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