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Un progetto per la stazione Bayard

La stazione Bayard, capolinea della prima tratta ferroviaria italiana, rappresenta a tutti gli effetti il simbolo del decadimento di Napoli

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Esiste un luogo a Napoli che sintetizza quel processo di decadimento e disgregazione che ha travolto la città partenopea da quando la stessa ha perso il suo status di Capitale: la stazione Bayard, la prima d’Italia, inaugurata il 3 ottobre 1839 dal re Ferdinando II di Borbone. Al civico 394 di Corso Garibaldi insite un rudere di tufo giallo circondato da erbacce spelacchiate e monneza di ogni genere, una di quelle tante costruzioni scarrupate che passano inosservate e che sovente vengono scambiate dai nostri cari concittadini per una discarica a cielo aperto.

Quel muro incolto e in parte occultato da una paratia in legno e da mastodontici tabelloni pubblicitari rappresenta una facciata della più antica stazione d’Italia, uno dei vanti di Napoli nel mondo cancellati dalla storia e dalla memoria dei nostri concittadini. Ebbene sì, perché in pochi, pochissimi, a Napoli sanno dell’esistenza della stazione Bayard. Il tempo e l’incuria ne hanno cancellato finanche il ricordo. Eppure – pensateci – quanto sarebbe importante per quel pezzo di città (e per gli stessi Napoletani) la riqualificazione e la completa bonifica di quelle macerie abbandonate? Immaginate di riprodurre una Pietrarsa in minatura a ridosso di piazza Garibaldi, nulla di sfarzoso, per carità, un semplice vestibolo che riproduca l’antica facciata della stazione e un paio di locomotive d’epoca prese in prestito dal museo di Pietrarsa.

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Il degrado della stazione Bayard, la prima stazione ferroviaria italiana

Un progetto per la stazione Bayard

Se ne discusse poco più di un anno fa al convegno “Le stazioni ferroviarie a Napoli nell’800 – La stazione Bayard tra architettura e memoria” che si tenne proprio al Museo ferroviario di Pietrarsa. L’evento fu promosso dai docenti Alessandra Pagliano e Raffaele Catuogno del Dipartimento di architettura della Federico II in collaborazione con la Fondazione Ferrovie dello Stato italiane, la stessa che cura e gestisce il museo ferroviario di Pietrarsa, diventato oggi un vero e proprio attrattore turistico.  La Fondazione FS è infatti un’associazione costituita da Ferrovie dello Stato Italiano, Trenitalia ed RFI allo scopo di valorizzare e preservare il patrimonio storico, tecnico, ingegneristico e industriale del gruppo FS; e la stazione Bayard – di conseguenza – rientra forse più di tutti tra i patrimoni della fondazione stessa, essendo la primissima stazione realizzata nella penisola.

I docenti del Dipartimento di Architettura della Federico II – naturalmente – hanno condotto in silenzio la loro parte di lavoro, e gli atti relativi al convegno dello scorso anno sono ormai in fase di pubblicazione. Il progetto, tuttavia, si è arenato la scorsa estate, quando i vertici di FS furono completamente azzerati dal nuovo Ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli. L’unico a conservare l’incarico fu proprio il direttore della Fondazione FS, Luigi Cantamessa, colui che, probabilmente, potrebbe riallacciare il discorso intrapreso con i docenti federiciani, e riprisinare la memoria dei Napoletani. Lo stesso direttore, rispondendo a nostra precisa domanda, si è dichiarato più che disponibile ad occuparsi del progetto, a patto che si trovino almeno una parte dei finanziamenti necessari alla riqualificazione.

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