Una mostra a Fontanellato celebra i battenti di ferro tra arte e simbolismo antico dal XIV al XVIII secolo
La città di Fontanellato, in provincia di Parma, ospita fino al 6 gennaio una mostra dedicata ai battenti da porta, oggetti in ferro battuto usati tra il XIV e il XVIII secolo. Questa esposizione mette in luce l’arte e il valore simbolico di manufatti antichi oggi spesso dimenticati, che un tempo avevano un ruolo importante nel presidio delle abitazioni. Con oltre sessantacinque pezzi provenienti dalla collezione Cesati, la mostra offre uno sguardo approfondito su un aspetto poco conosciuto della decorazione e della sicurezza domestica nell’Europa del passato.
Battenti da porta: un patrimonio tra funzionalità e espressione artistica
I battenti da porta, noti anche come picchiotti o batacchi, erano strumenti fondamentali per segnalare la presenza di visitatori prima dell’avvento del campanello elettrico. Oltre alla loro natura pratica, questi oggetti in ferro recano un alto valore artistico e simbolico. Forgiati meticolosamente, ogni pezzo porta con sé segni di un’arte antica, capace di trasformare un oggetto di uso quotidiano in una vera scultura. La mostra di Fontanellato si concentra su queste realizzazioni, dando risalto a tecniche di lavorazione e a forme che raccontano storie di un tempo in cui ogni dettaglio contava.
Gli esemplari che compongono la collezione Cesati sono prevalentemente italiani e spagnoli, ma si trovano anche pezzi da Francia, Austria e Germania. Questa provenienza varia contribuisce a una notevole diversità stilistica e iconografica. Draghi, serpenti, leoni, figure umane e motivi vegetali compongono un repertorio ricco e complesso. Non si tratta mai solo di decorazioni: molte di queste forme rappresentano vere e proprie presenze protettrici, incarnazioni di antiche credenze legate alla difesa e alla sacralità della casa. La manifattura nei dettagli e la scelta simbolica di ogni tema dimostrano come questi battenti fossero vere e proprie testimonianze di cultura e identità.
La collezione Cesati: custode di un’antica arte europea del ferro battuto
La famiglia Cesati, da decenni attiva nel campo dell’antiquariato europeo, ha raccolto con cura questi battenti dal 1970 in poi. L’attenzione ai pezzi selezionati ha permesso di conservare un insieme consistente e rappresentativo. Questa collezione si distingue per l’eccellenza tecnica e la varietà formale; ogni battente conserva tracce evidenti di lavorazioni manuali di alta qualità. Le incisioni delicate, le sagome tridimensionali e l’uso simbolico degli animali mostrano come la lavorazione del ferro fosse una pratica ricca di significati e non solo un’attività artigianale.
Lo spazio espositivo del Labirinto della Masone, fondato da Franco Maria Ricci, valorizza questi manufatti attraverso un’allestimento curato da Maddalena Casalis ed Elisa Rizzardi. L’ambientazione contribuisce a rendere evidente la forza espressiva e narrativa dei battenti da porta. Il pubblico può osservare da vicino le forme, apprezzarne la fattura e riflettere sul ruolo che questi oggetti avevano nel proteggere non solo fisicamente, ma anche simbolicamente le soglie domestiche. La mostra diventa così un’occasione per riscoprire un patrimonio culturale poco noto, legato a pratiche antiche ma ancora capaci di dialogare con i visitatori contemporanei.
Simboli, antiche credenze e ruolo dei battenti nella cultura domestica europea
I battenti esposti non sono solo oggetti decorativi o meccanismi silenziosi: spesso rappresentano figure che si collegano a credenze antiche, alcune di origine precristiana. L’anima della casa, come spiegano i curatori, si esprime attraverso questi guardiani di ferro, spesso raffigurati come animali mitologici o figure antropomorfe. Le varie iconografie riflettono la protezione della famiglia e la difesa da influenze esterne. Il richiamo a simboli come draghi o leoni rimanda a un linguaggio visivo capace di comunicare potenza e sacralità.
Si può osservare anche la differenza tra semplici dettagli incisi e figure a tutto tondo, ciascuna con una sua forza distintiva. I battenti diventano così testimonianze materiali di un ambiente domestico inteso come spazio protetto, segnato da rituali quotidiani e significati profondi. Questo sguardo alla storia attraverso un elemento così specifico permette di cogliere aspetti culturali della vita quotidiana europea in epoche passate. Oggi, questi battenti sono un messaggio silenzioso che parla del rapporto tra uomo, casa e simbolo.
Il richiamo alla mostra rappresenta un invito a guardare con occhi nuovi quelli che un tempo erano strumenti familiari, ma che oggi, spesso, si sono persi tra i dispositivi moderni. Così, il ferro battuto torna a parlare, con le sue forme potenti e le sue storie impresse.
