Venezia 2025: star internazionali, tensioni politiche e grandi debutti sul red carpet

di Roberta Ludovico

Venezia 2025, star internazionali e debutti sotto i riflettori. - Ilvaporetto.com

La 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia apre i battenti tra volti celebri, film molto attesi e qualche tensione politica che si fa sentire anche dietro le quinte. Dal 27 agosto al 6 settembre, il Lido ospita 91 film provenienti da 65 Paesi, confermando ancora una volta il suo ruolo di protagonista nel mondo del cinema. Tra red carpet scintillanti ed eventi esclusivi, il festival mette in scena un mix di glamour, storie contemporanee e conflitti sociali, riflessi sia nelle scelte di programmazione che nelle assenze di alcuni nomi.

Polemiche e assenze: il peso delle tensioni politiche sulle star

Prima ancora dell’inizio, il clima si è fatto teso. Il gruppo Venice4Palestine ha chiesto alla Biennale di ritirare gli inviti a Gal Gadot, la celebre interprete israeliana di Wonder Woman, e a Gerard Butler, accusati di sostenere quello che definiscono “genocidio” nella regione di Gaza. Una richiesta che ha messo in difficoltà gli organizzatori e che ha avuto conseguenze concrete: Gadot non è mai stata davvero pronta a partecipare, probabilmente per evitare ulteriori polemiche, mentre Butler ha scelto di non presentarsi. Una situazione che dimostra come le tensioni politiche attuali influenzino pesantemente anche il clima artistico e le presenze sul red carpet.

Julia Roberts debutta a Venezia, con nomi di primo piano in gara

Tra le novità più attese c’è il debutto veneziano di Julia Roberts, protagonista di “After The Hunt” di Luca Guadagnino, presentato fuori concorso. Il film, che affronta temi legati al movimento #MeToo, vede anche la partecipazione di Andrew Garfield. La presenza di Roberts rappresenta un momento importante di riflessione su temi di grande attualità, inseriti nel contesto culturale del festival. In gara, invece, spiccano nomi come George Clooney, Laura Dern e Adam Sandler nella dramedy “Jay Kelly” di Noah Baumbach, che segue il viaggio – fisico e interiore – di una star in Europa, con tappe anche in Italia. Jim Jarmusch porta sul Lido “Father Mother Sister Brother”, una pellicola a episodi con Cate Blanchett protagonista e possibili apparizioni di Adam Driver, Tom Waits e Charlotte Rampling, che esplorano i rapporti complessi tra padri e figli.

Storie potenti e protagonisti d’eccezione al centro della selezione

Il festival non manca di offrire anche riflessioni su potere e psicologia. Jude Law interpreta Vladimir Putin nel film “Il mago del Cremlino” di Olivier Assayas, raccontato dal suo spin doctor, Paul Dano. Amanda Seyfried è una predicatrice del Settecento in “The Testament of Ann Lee” di Mona Fastvold, mentre Yorgos Lanthimos torna a lavorare con Emma Stone in “Bugonia”, una tragicommedia sul rapimento di una CEO scambiata per un’aliena da due complottisti. Tra le pellicole più inquietanti c’è “Frankenstein” di Guillermo del Toro, con Oscar Isaac, Jacob Elordi, Mia Goth e Christoph Waltz. “Silent Friend” di Ildiko Enyedi mette in scena l’intimità tra Lea Seydoux e Tony Leung. Dwayne Johnson abbandona i blockbuster per interpretare il campione di arti marziali miste Mark Kerr nel biopic “The Smashing Machine” di Benny Safdie, con Emily Blunt.

Fuori concorso e anteprime: cast stellari e titoli di richiamo

Tra i fuori concorso si segnala “In the Hand of Dante” di Julian Schnabel, che riunisce Al Pacino, Oscar Isaac, Martin Scorsese, Jason Momoa e John Malkovich, insieme a Franco Nero e Sabrina Impacciatore. Pacino è anche protagonista, insieme a Bill Skarsgard, di “Dead Man’s Wire” di Gus Van Sant, un thriller tratto da una storia vera. Mads Mikkelsen torna a Venezia con “The Last Viking” di Anders Thomas Jensen, dove interpreta un rapinatore amnesico. La Mostra si chiude con “Chien 51” di Cédric Jimenez, un action noir distopico che porta sul red carpet stelle francesi come Adele Exarchopoulos e Louis Garrel. La sezione Orizzonti si apre con “Mother” di Teona Strugar Mitevska, dove Noomi Rapace dà volto a una Madre Teresa di Calcutta inedita. Willem Dafoe è protagonista di due pellicole: “The Souffleur” di Gaston Solnicki, in cui interpreta un direttore d’albergo alle prese con la salvezza del suo locale, e “Late Fame” di Kent Jones, che lo vede nei panni di un poeta riscoperto.

La 82ª Mostra del Cinema di Venezia si annuncia così come un appuntamento ricco di grandi nomi e storie intense, capace di far parlare non solo di cinema ma anche di temi sociali e politici di grande attualità. Il festival si conferma uno specchio attento e spesso inquieto della realtà contemporanea, accogliendo film che indagano potere, identità, memoria e dilemmi etici.