Venezia 82, Jarmush vince il Leone D’Oro e la giuria chiarisce le dinamiche della decisione sul premio

di Roberta Ludovico

Jarmush trionfa a Venezia 82, la giuria spiega la scelta del Leone d’Oro. - Ilvaporetto.com

La 82ª Mostra del Cinema di Venezia si è conclusa con la vittoria del Leone d’oro assegnato a Jim Jarmush per il film “Father Mother Sister Brother”. La giuria ha scelto di premiare anche “The Voice of Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania con il Leone d’argento. Dietro al verdetto finale, Alberto Barbera ha commentato le scelte e ne ha spiegato il percorso, mettendo a tacere alcune voci circolate sulla composizione del gruppo di giudici.

La giuria e la decisione tra cinema e attualità

Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra, ha illustrato il motivo dietro la scelta del Leone d’oro. La giuria ha voluto trovare un equilibrio tra l’aspetto cinematografico e il contesto dello zeitgeist, cioè lo spirito del tempo che oggi è fortemente segnato dalla questione di Gaza. Barbera ha riferito all’ANSA che i giudici hanno discusso a lungo, trovando un accordo ampio nonostante le profonde riflessioni emerse.

Il film di Jarmush, con la sua forte impronta artistica, ha ricevuto il riconoscimento più importante per la qualità della realizzazione. Parallelamente, il film di Ben Hania, monitorando da vicino una realtà difficile e attuale, ha ottenuto il Leone d’argento come segno del valore dato anche ai temi urgenti. Questa doppia chiave interpretativa ha caratterizzato il lavoro della giuria, che ha mantenuto saldi entrambi i poli senza forzare la scelta verso un unico punto di vista.

Il chiarimento sulla presunta protesta dei giurati

Negli ultimi giorni si era diffusa la notizia di una presunta protesta interna tra i giurati durante la fase di assegnazione dei premi. Alberto Barbera ha smentito con decisione qualsiasi conflitto o tensione all’interno del gruppo. Ha spiegato che “non c’è stato nessun problema serio”. Le discussioni sono state articolate e approfondite, ma sempre condotte in modo civile e rispettoso.

Secondo Barbera, “il dibattito ampio e accurato è stato proprio il cuore del processo, non un elemento di discordia”. I giurati si sono confrontati intensamente ma con rispetto reciproco, puntando a decisioni ponderate legate alla qualità e al significato delle opere presentate. Non ci sono stati dissensi tali da alterare la coesione, né sono emerse divisioni forti o elementi di allegato contrasto.

Possibili sviluppi nel mandato di Alberto Barberà alla mostra

In merito al proprio incarico, Barbera ha fatto sapere di non considerare al momento l’idea di un rinnovo biennale dopo il termine del suo mandato attuale, che scadrà nel 2026. L’obiettivo dichiarato resta quello di mantenere alto il livello della prossima edizione della mostra. Barbera ha sottolineato che “garantire una qualità simile a quella appena conclusa non è un compito semplice”.

Quindi, la priorità al momento è concentrarsi sull’organizzazione della prossima Mostra, senza ipotizzare cambiamenti nel proprio ruolo. Il percorso sarà dedicato a consolidare gli standard raggiunti a Venezia, con attenzione particolare ai criteri di selezione e all’equilibrio tra contenuti cinematografici e rilevanza sociale. La continuità e la cura appariranno fondamentali per il futuro dell’evento.

Il verdetto finale della Mostra di Venezia ha mostrato una riflessione profonda da parte della giuria, capace di prendere in considerazione sia aspetti artistici che segnali del presente. Lo spirito di collaborazione tra i giurati ha accompagnato queste scelte, confermando un momento di confronto importante all’interno di uno dei festival più seguiti al mondo.