Venezuela e Perù cambiano allenatori dopo l’esclusione dai Mondiali 2026: rivoluzioni in Sudamerica

di Ivan Rossi

Venezuela e Perù cambiano guida tecnica dopo il flop ai Mondiali 2026. - Ilvaporetto.com

Le recenti eliminazioni di Venezuela e Perù dalle qualificazioni sudamericane per i mondiali di calcio 2026 hanno portato a cambiamenti importanti nelle Nazionali di entrambi i paesi, con l’esonero dei rispettivi commissari tecnici dopo risultati deludenti. Le decisioni arrivano in un momento in cui la possibilità di accedere a una fase finale allargata a 48 squadre sembrava dare qualche chance in più ai due team.

Venezuela: il presidente Maduro interviene dopo la sconfitta decisiva con la Colombia

Il 20 giugno scorso il Venezuela ha subito una pesante sconfitta contro la Colombia per 6-3, risultato che ha definitivamente tagliato fuori la nazionale venezuelana dalla corsa alla qualificazione per i mondiali del 2026. La gara si è giocata a Caracas, capitale del paese sudamericano, e la sconfitta ha rappresentato la pietra tombale sull’ultima speranza di accedere al torneo.

Il presidente Nicolas Maduro ha dichiarato pubblicamente che tutto il paese richiede un profondo cambiamento allo staff tecnico della Nazionale. Ha parlato apertamente di “ristrutturazione” dello staff e di una necessaria revisione della strategia e del lavoro in campo. Non ha esitato a sottolineare la delusione collettiva per il risultato ottenuto, considerato doloroso per tifosi e società.

Poche ore dopo le dichiarazioni del capo di stato, la Federazione venezuelana ha annunciato il licenziamento di Fernando Batista, allenatore argentino di 55 anni che guidava il Venezuela durante le qualificazioni. La sua uscita era attesa, ma rimane ancora da definire il nome del prossimo commissario tecnico. La scelta deve affrontare una Nazionale che nella fase sudamericana si è posizionata ottava su dieci squadre e non è riuscita a sfruttare l’allargamento del mondiale da 32 a 48 partecipanti.

Perù: crollo nelle qualificazioni e il licenziamento del CT Oscar Ibáñez

Anche la Federazione calcistica del Perù ha preso una decisione drastica a seguito della non qualificazione: Oscar Ibáñez, l’allenatore che ha guidato la squadra durante le qualificazioni mondiali, è stato esonerato. La squadra peruviana ha chiuso nona su dieci, piazzamento molto basso rispetto agli standard storici della nazionale.

Il bilancio di Ibáñez alla guida della squadra è negativo: in 18 partite disputate ha ottenuto solo due vittorie, sei pareggi e dieci sconfitte. Il reparto offensivo ha sofferto parecchio, segnando appena sei gol, mentre la difesa ha mostrato evidenti carenze subendo 17 reti. Questi numeri hanno messo in evidenza le difficoltà tecniche e tattiche che il Perù ha incontrato durante le gare di qualificazione.

La federazione peruviana ha scelto di non affrettare la designazione del nuovo allenatore, annunciando che procederà con “una valutazione approfondita” prima di indicare il nome che guiderà la nazionale nei prossimi anni. La decisione arriva in un momento delicato per il calcio nazionale, che deve rifondarsi dopo un’esperienza mondiale negativa e un processo di qualificazione sotto tono.

Il contesto delle qualificazioni sudamericane e il peso dell’esclusione per Venezuela e Perù

Le qualificazioni sudamericane per il mondiale 2026 si sono confermate estremamente competitive, nonostante il numero più alto di squadre ammesse alla fase finale. Venezuela e Perù, entrambe escluse, hanno dimostrato limiti consistenti in diversi reparti, impedendo loro di inserirsi nella lotta qualificazione fino all’ultimo turno.

Venezuela, ottava su dieci, ha peccato di continuità e soprattutto di solidità difensiva. Sconfiggendo di poco le squadre più deboli, e subendo pesanti sconfitte con le avversarie più forti, ha chiuso la corsa prematuramente. Il presidente Maduro ha voluto intervenire pubblicamente per cercare un cambio di rotta deciso che passi anche dalla composizione dello staff.

Il Perù, con un percorso simile ma ancor più deludente sotto il profilo dei risultati, ha dato segnali di difficoltà sia in attacco che in difesa. Le sole due vittorie non sono bastate a recuperare terreno, mentre il numero dei gol segnati e subiti racconta di una squadra incapace di imporre il proprio gioco. L’allenatore Ibáñez ha pagato per questa situazione con il licenziamento.

Il rinnovamento tecnico nelle due nazionali diventa un punto nodale dopo queste eliminazioni. Entrambe le federazioni cercano ora figure capaci di rilanciare progetti di medio termine, anche se al momento le scelte restano aperte e in fase di definizione.

Le decisioni di Venezuela e Perù segnano un cambio di passo spontaneo dopo l’ennesima occasione persa nel calcio internazionale, in una zona geografica tra le più intense e difficili per la qualificazione ai mondiali 2026.