Il portale d'informazione della tua città

“Vico esclamativo” nel bene confiscato a Casapesenna

Sarà presentato a Casapesenna - venerdì 14 dicembre - all'interno del bene confiscato alla camorra di via Cagliari, "Vico esclamativo". Chiara Nocchetti, autrice del testo, ha scelto di raccontare le vite e le storie di una comunità segnata dalla criminalità che è riuscita, nonostante tutto, ad avviare significativi processi di riscatto.

0 36

Il primo pregiudizio è su Casapesenna, terra di camorra e fortino dei boss della malavita. Il secondo riguarda il rione Sanità di Napoli, le cui viuzze non permettono di godere pienamente nemmeno della luce del sole, figuriamoci del resto.

Due contesti legati dallo stesso filo rosso ruggine, utilizzato generalmente per stendere il bucato, e che collega non solo i palazzi del rione partenopeo, ma anche le vite e le storie di coloro che abitano quei territori marchiati col fuoco dell’opinione pubblica.

Come funamboli in equilibrio, uniti da un destino comune, l’associazione di promozione sociale MeditActio – che da circa un anno ha investito le proprie energie nel riutilizzo di un bene confiscato alla camorra a Casapesenna – propone la presentazione del libro di Chiara Nocchetti: “Vico esclamativo“.

Un vero e proprio viaggio, dunque, alla scoperta di quelle comunità capaci di  trasformare “la pietra scartata dai costruttori, in una testata d’angolo” e che sarà vissuto venerdì 14 dicembre, alle ore 19.00, presso il bene confiscato di via Cagliari, 13, a Casapesenna.

Il percorso tracciato dall’autrice sceglie di accompagnare il lettore tra storie di dipendenze, di furti, di carcere, ma anche di fiducia, bellezza e desiderio di riscatto.
Storie legate tra loro dalla figura di don Antonio Loffredo  – che non è citato apertamente nel libro – il quale è riuscito a cogliere le possibilità che il rione offriva e a realizzare esperienze significative di riscatto.

Appare, per questo, altamente significativa la scelta di presentare “Vico esclamativo” tra le mura di un bene confiscato: continuano a stringersi, anche in questo modo, quei legami che tengono insieme “le storie di chi, ogni giorno, ha scelto di vivere questi luoghi e di trasformarli per provare a raccontare cosa si nasconde dietro un volto, uno sguardo, una stretta di mano”.

Coloro che sceglieranno di partecipare potranno approfittare della possibilità di vivere “un percorso lungo, doloroso, tenero e incredibilmente emozionante, che si snoda delicatamente nel territorio più fragile di tutti: quello delle vite degli altri”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.