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Visioni Creative – Davide contro Golia?

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Mark Zuckerberg, a capo di Facebook, compare per la prima volta davanti al Senato degli Stati Uniti a causa dello scandalo Cambridge Analytica. E come predetto da molti si è assunto tutta la responsabilità di quanto accaduto sul suo social network durante le elezioni presidenziali americane di fine 2016.

Ha risposto alle domande di 44 senatori, sia democratici sia repubblicani. Cinque minuti di tempo a testa per torchiare il padre fondatore di Facebook. L’occasione tanto attesa quando straordinaria è stata trasmessa in diretta streaming, Zuckerberg ha toccato durante l’audizione diversi temi, ribadendo che saranno prese misure per aumentare il controllo e la trasparenza

“Facebook è una compagnia ottimista e idealista. Per gran parte della nostra esistenza, ci siamo concentrati sul bene che si può portare connettendo le persone (…). Ma ora è chiaro che non abbiamo fatto abbastanza per impedire che questi strumenti venissero usati anche per fare danni. Ciò vale per fake news, per le interferenze straniere nelle elezioni e i discorsi di incitamento all’odio, così come per la privacy. Non avevamo una visione abbastanza ampia della nostra responsabilità, e questo è stato un grosso errore. È stato un mio errore, e mi dispiace. Ho creato Facebook, lo gestisco e sono responsabile di ciò che vi accade. Non dobbiamo solo costruire strumenti, ma anche assicurarci che vengano usati bene”, ha replicato Zuckerberg. Sappiamo che Cambridge Analytica potrebbe aver raggiunto 87 milioni di persone. Ci vorrà del tempo, ma andremo fino in fondo e ci assicureremo che non accada più”. E ha aggiunto: “La pubblicità non avrà mai la priorità, almeno finché ci sarò io al comando”

Molte sono state le domande dirette, taglienti, senza scampo, che hanno messo il fondatore solo a tratti in imbarazzo, ma i quesiti fondamentali sono stati su quanti e quali dati delle persone vengono usati da Facebook. Zuckerberg spiega che prendono solo quelli necessari per far funzionare la piattaforma e non vengono mai messi in vendita.  Inoltre gli utenti hanno sempre il potere di decidere cosa e quando condividere.

La vicenda dovrà essere approfondita e Mark Zuckerberg dovrà dare ulteriori spiegazioni su quanto accaduto. Ma l’enfant prodige ha dato segno di grande maturità, mettendoci la faccia ed assumendosi tutte le responsabilità di quanto accaduto. Quest’atteggiamento ha dato subito i suoi frutti, infatti durante la seduta, Facebook ha chiuso in rialzo a Wall Street: i titoli sono saliti del 4,50%, in quello che è l’aumento maggiore dall’aprile 2016.

Forse il prossimo confronto potrebbe riguardare una grande bolla speculativa…

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