Vittorio Del Tufo racconta la Napoli nascosta tra misteri e dissesti nel thriller Il Fiume Scomparso

di Roberta Ludovico

Vittorio Del Tufo svela i segreti nascosti di Napoli nel thriller Il Fiume Scomparso. - Ilvaporetto.com

Il romanzo “Il fiume scomparso” mette Napoli al centro della scena, riscoprendo la città e la sua storia attraverso una trama che mescola suspense e realtà urbana. Firmato dal giornalista e scrittore Vittorio Del Tufo, il libro intreccia geologia, tensioni sociali e simboli nascosti, offrendo uno sguardo originale sulla capitale campana.

Napoli nel 2016: piogge incessanti e segnali inquietanti dal sottosuolo

La storia si svolge a Napoli nel 2016, in un periodo di piogge continue che rendono la città fragile e carica di tensione. Le strade si allagano, i tombini traboccano, e il terreno si apre all’improvviso in voragini. In questo clima, si avverte una presenza nascosta sotto la superficie, una forza che pulsa sotto la città. La trama richiama la memoria di un fiume scomparso, una storia antica che ancora influenza il volto urbano.

La protagonista, Viola, giovane geologa esperta di grotte e cavità sotterranee, arriva mentre si avvicina il vertice del G20. Il suo lavoro sembra semplice: aggiornare la mappa idrogeologica di Napoli. Ma ben presto la realtà si complica, e la città sembra quasi viva, agitata. Il racconto mette in luce le fragilità del terreno napoletano, esposto a rischi sia naturali che causati dall’uomo.

Personaggi misteriosi, sette esoteriche e progetti oscuri in una città al limite

Nel romanzo si muovono figure enigmatiche: un vecchio visionario, un geologo accecato, una setta esoterica. Sono tutti intrecciati nella tensione che attraversa Napoli. C’è anche un riferimento a un progetto segreto chiamato “operazione Idra”, che si muove dietro le quinte, alimentando inquietudine soprattutto nella zona del Centro Direzionale. Le torri moderne, simbolo di sviluppo, sembrano vacillare su un terreno instabile, come se tutto il progresso poggiasse su basi fragili.

Questi elementi si mescolano con riferimenti storici e simbolici al fiume scomparso, riportando al centro il rapporto tra uomo e ambiente, passato e presente. I protagonisti si trovano a confrontarsi con una città viva, sospesa tra storia nascosta e pericoli attuali, dove ciò che dorme sotto i piedi potrebbe risvegliarsi con effetti imprevedibili. Il libro si inserisce in quel filone di storie urbane che scavano nei segreti nascosti sotto le metropoli, riflettendo sul valore delle radici geografiche e culturali.

Vittorio Del Tufo: il giornalista che racconta Napoli tra cronaca e letteratura

Vittorio Del Tufo è un giornalista e scrittore con un lungo legame con Napoli. Vicedirettore del quotidiano Il Mattino, cura la rubrica settimanale “L’Uovo di Virgilio”, dedicata ai luoghi della memoria della città, in collaborazione con il fotografo Sergio Siano. Questo rapporto stretto con il territorio emerge anche in “Il fiume scomparso“, che in 306 pagine racconta Napoli in modo diretto e coinvolgente.

Pubblicato da Castelvecchi, il libro non è solo un thriller, ma mescola cronaca, geologia e cultura, restituendo la città nelle sue tante sfaccettature. Con un prezzo di 20 euro, si rivolge a chi vuole scoprire una Napoli diversa, fatta di misteri e realtà quotidiane. Del Tufo continua così il suo percorso di scrittore che mette a fuoco dettagli poco noti, offrendo ritratti inediti e stimolanti.

Il romanzo, con uno stile che unisce tensione e rigore descrittivo, mostra quanto una città possa nascondere storie stratificate, oscillando tra presente e memorie antiche. L’inquietudine che emerge dal sottosuolo diventa il simbolo di una Napoli in bilico, che continua a sfidare chi la vive e la racconta. Qui Napoli non è semplice sfondo, ma protagonista viva, con i suoi segreti che il libro svela pagina dopo pagina.