Why Don’t I Have Anything to Wear?: Spend Less. Shop Smarter. Revolutionise Your Wardrobe

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Why Don't I Have Anything to Wear?: Spend Less. Shop Smarter. Revolutionise Your Wardrobe - ilvaporetto.com

Inizia l’articolo con una introduzione..

Il libro intitolato “Why Don’t I Have Anything to Wear?: Spend Less. Shop Smarter. Revolutionise Your Wardrobe” sembra essere più profondo di quanto possa sembrare e potrebbe effettivamente cambiarci la vita. L’autrice, Andrea Cheong, è diventata famosa sui social media per i suoi video su TikTok, in cui parla di moda in modo insolito e controcorrente, quasi da “disinfluencer”. Da ex appassionata del fast fashion, Cheong ora guida la sua battaglia contro gli acquisti impulsivi, incoraggiando una visione più consapevole dello shopping e mettendo in relazione il prezzo con la qualità. In altre parole, sta cercando di riportare l’attenzione sulla moda di qualità e sulla costruzione di un guardaroba riflessivo e sostenibile, come si faceva un tempo.

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Le basi dell’accumulo

Andrea Cheong sostiene che molte delle nostre scelte d’acquisto sono influenzate dalla pubblicità, dalle celebrità, dalla stampa e dai social media. Ciò porta ad accumulare vestiti senza una vera logica, senza imparare alcuna conoscenza sullo stile, senza capire le basi di un guardaroba di qualità e senza porci le domande necessarie per realizzarlo. La nostra dipendenza dal “piacere istantaneo” offerto dal fast fashion ci spinge ad acquistare simili capi di abbigliamento, spesso ignorando quelli che già possediamo e che potrebbero soddisfare le nostre esigenze. Così finiamo per comprare nuovamente gli stessi indumenti, magari con un piccolo dettaglio diverso o di migliore qualità. Inoltre, molti consumatori ignorano la composizione dei tessuti riportata sull’etichetta e non esaminano attentamente l’interno dei vestiti. Ciò può portare all’acquisto di capi che possono piacerci all’inizio, ma che si rivelano difficili da lavare o gestire nel lungo termine. Di conseguenza, mettiamo semplicemente questi nuovi acquisti nell’armadio e compriamo ancora capi simili, non tanto per l’indumento stesso, ma per ciò che rappresenta esternamente. Per molti di noi, l’abbigliamento è diventato una forma di accettazione sociale.

Come evitare gli acquisti sbagliati

Secondo Andrea Cheong, la prima cosa da fare per evitare gli acquisti sbagliati è verificare attentamente la composizione dei capi e la loro provenienza. Così come controlliamo il contenuto nutrizionale degli alimenti per mangiare in modo più sano, dovremmo fare lo stesso quando scegliamo i nostri vestiti. Il secondo passo è interrogarsi sulle ragioni che ci spingono a fare determinati acquisti. Spesso compriamo di più quando siamo annoiati o stressati, nella speranza di ottenere una scarica di dopamina tramite acquisti impulsivi. Il terzo punto è ripensare il nostro rapporto con l’abbigliamento e imparare a comprare meno ma meglio. Questo ci consente di prestare più attenzione alla qualità dei capi che acquistiamo e di valutare se effettivamente ne vale la pena.

Ispezionare e ridisegnare i nostri armadi

Andrea Cheong consiglia di effettuare regolarmente una revisione del nostro guardaroba, idealmente in concomitanza con il cambio di stagione. Ciò ci aiuta a mantenere visibili gli indumenti che effettivamente utilizziamo e a donare, regalare o vendere quelli che non ci servono più. Durante la revisione, è possibile suddividere i vestiti in quattro pile: una per quelli da regalare, una per quelli che necessitano di riparazioni, una per quelli da riporre (come quelli fuori stagione) e infine una per quelli che non desideriamo più e che non possono essere donati o riparati. Quest’ultima pila è quella più importante da analizzare, poiché ci aiuta a capire i motivi per cui non desideriamo determinati vestiti e come non ripetere lo stesso errore acquistando nuovi capi che finirebbero nella stessa situazione. Durante questa riflessione, è anche importante valutare il nostro rapporto con il denaro e capire quanto siamo disposti a spendere per un capo di qualità.

Valutare il rapporto tra qualità e prezzo

Secondo Andrea Cheong, la crescente domanda generata dalla cultura digitale e la ricerca continua di novità hanno aumentato la competizione tra i marchi. Questo ha portato a un distacco tra prezzo e qualità. Al giorno d’oggi, molti marchi di culto emergono grazie al potere dei social media e possono fissare prezzi molto alti, non necessariamente corrispondenti alla qualità del prodotto. Pertanto, il prezzo non deve essere considerato come un indicatore di qualità. È importante prestare attenzione ai tessuti utilizzati e alla lavorazione dei capi per stabilire il proprio standard di qualità.

Lo shopping consapevole

Per evitare gli acquisti sbagliati, Andrea Cheong consiglia di attivare dei filtri oggettivi per valutare se un determinato acquisto vale la pena. Ad esempio, dovremmo considerare se siamo in grado di prendersi cura del capo, valutando la fragilità della fibra e la sua manutenzione. Comprare un capo costoso e ben fatto non significa necessariamente avere la conoscenza su come gestirlo correttamente. Dobbiamo cercare capi di abbigliamento che siano di buona qualità e che soddisfino i nostri obiettivi personali. Sebbene non sia facile trovarli nei negozi di moda di massa, dato l’uso dell’obsolescenza programmata e la sovrapproduzione, possiamo orientarci verso marchi che si concentrano su una singola categoria di abbigliamento e che sono meno influenzati dalle tendenze. In questo modo, possiamo fare acquisti più consapevoli e costruire un guardaroba che rispecchi la nostra personalità e il nostro stile.

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