Woody Allen e la cancel culture: nuove accuse e il debutto a 89 anni

di Ivan Rossi

Woody Allen a 89 anni tra nuove accuse e polemiche sulla cancel culture - Ilvaporetto.com

Woody Allen torna a parlare delle accuse di molestie che lo perseguitano da anni, proprio alla vigilia dell’uscita del suo primo romanzo. In un’intervista al Wall Street Journal, il regista respinge ogni addebito ma non risparmia critiche alla cancel culture che ha colpito la sua carriera. Secondo lui, molti colleghi sbagliano a evitarlo. Il confronto arriva mentre nuove dichiarazioni di Dylan Farrow, sua figlia adottiva, riaccendono la polemica.

Allen contro la cancel culture: «È una stupidaggine» e i colleghi che lo evitano

Woody Allen non ha dubbi: la cancel culture è «una stupidaggine». In un’intervista al Wall Street Journal, il regista – famoso per film come Io e Annie e Manhattan – ha parlato del boicottaggio che ha subito negli ultimi anni. Molti attori hanno deciso di non lavorare con lui, citando le accuse di molestie. Allen però non ci sta e dice che questi colleghi, tra cui nomi come Michael Caine, Colin Firth e Greta Gerwig, stanno sbagliando a escluderlo.

L’89enne cineasta si è detto sorpreso di come tanti accettino senza batter ciglio una versione che lo dipinge come colpevole, senza andare a fondo. Non prova rancore verso queste persone, ma crede che in futuro possano cambiare idea. Da queste parole emerge una certa incredulità: per lui, è troppo facile dare per buone certe accuse senza un esame più attento.

Le nuove accuse di Dylan Farrow e il loro peso su Allen

Dylan Farrow, figlia adottiva di Allen, ha rilanciato le accuse in un’intervista sempre al Wall Street Journal. Racconta che le presunte molestie sarebbero avvenute quando aveva sette anni, nella soffitta della casa in Connecticut dove viveva con Mia Farrow, sua madre adottiva e allora compagna di Allen. Dylan ha criticato la narrazione che definisce misogina e priva di basi scientifiche, e che avrebbe cercato di screditarla sostenendo che lei fosse stata manipolata o spinta a mentire.

Oggi quarantenne, Dylan ha ribadito di aver raccontato la sua verità fin da bambina e di essere ancora decisa a farla valere. Le sue parole riaprono una ferita che ha segnato la carriera di Allen, alimentando il dibattito pubblico e condizionando le scelte artistiche di molti attori che hanno scelto di non collaborare con lui.

Woody Allen debutta nella narrativa con “Che succede a Baum”

Dopo decenni di successi nel cinema, Woody Allen si prepara a esordire come scrittore di romanzi con Che Succede a Baum . Il libro uscirà il 23 settembre negli Stati Uniti e in Italia, grazie alla casa editrice La Nave di Teseo. Un passo importante per un artista che si avvicina ai 90 anni, li compirà il 30 novembre.

Questa nuova prova, diversa dalla sceneggiatura, apre un capitolo inedito nella sua carriera. L’uscita del romanzo coincide con un momento in cui le polemiche sul suo nome tornano a farsi sentire, influenzando inevitabilmente l’attenzione dei media.

Nonostante le critiche e le accuse abbiano messo Allen in una posizione difficile nel mondo dello spettacolo, questo debutto letterario segna la volontà di continuare a esprimersi e a lasciare un segno, oltre alle difficoltà degli ultimi anni.