Un titolo medio-lungo, diretto, con focus e parole chiave: il caso Roman Polanski e l’accusa di diffamazione dalla Lewis

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Panoramica:

Il regista franco-polacco Roman Polanski è stato recentemente coinvolto in un caso giudiziario in seguito all’accusa di diffamazione mossa dall’attrice britannica Charlotte Lewis. L’attrice aveva definito Polanskibugiardo” in relazione a un’intervista rilasciata a Paris Match nel 2019. Nonostante l’accusa di stupro avanzata da Lewis contro il regista novantenne, i giudici si sono limitati a valutare l’uso della libertà d’espressione nel contesto della controversia.

Le dichiarazioni di Roman Polanski

Durante l’intervista del 2014, Roman Polanski aveva affrontato le accuse mosse da Charlotte Lewis, sostenendo che la prima qualità di un bugiardo è la memoria eccellente. Il regista aveva espresso forti dubbi sulla veridicità dell’accusa di stupro avanzata dall’attrice durante un casting tenutosi a Parigi nel 1983, quando lei aveva solo 16 anni. Inoltre, Polanski aveva definito come un’odiosa menzogna le affermazioni di Lewis, che ha successivamente lamentato una campagna denigratoria che avrebbe potuto compromettere la sua reputazione.

Le controverse dichiarazioni di Charlotte Lewis

Nel corso del processo, gli avvocati del regista hanno portato alla luce alcune dichiarazioni contrastanti rilasciate da Charlotte Lewis in passato. In un’intervista del 1999, l’attrice aveva espresso ammirazione per Polanski, affermando di voler essere la sua amante e di essere affascinata da lui. Queste dichiarazioni hanno sollevato dubbi sulle accuse di Lewis e hanno contribuito a alimentare le polemiche attorno al caso. In risposta alle contestazioni sollevate, l’attrice ha dichiarato di non aver mai rilasciato tali dichiarazioni al tabloid britannico “News of the World“.

Esito del caso e riflessioni finali

Dopo un’approfondita analisi del caso, i giudici hanno stabilito che le dichiarazioni di Roman Polanski non costituivano diffamazione nei confronti di Charlotte Lewis. Nonostante ciò, il caso ha acceso un dibattito sulla libertà di espressione e sull’importanza di verificare attentamente le accuse mosse pubblicamente. La vicenda ha evidenziato la complessità delle controversie legali legate a presunti abusi sessuali nel contesto dell’industria cinematografica, sollevando interrogativi sulla credibilità delle parti coinvolte e sull’impatto delle accuse sulla loro reputazione.

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