Maturità 2026 al via il 18 giugno: addio al nome Esame di Stato e regole più severe per l’ammissione e il colloquio
Il conto alla rovescia è quasi terminato per migliaia di studenti italiani. A breve prenderà il via il tanto temuto esame finale, un traguardo che quest’anno si presenta con una veste profondamente rinnovata, modifiche sostanziali nel regolamento e un’attenzione particolare al comportamento degli studenti. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha introdotto modifiche importanti che segnano una netta rottura con il recente passato.
Addio Esame di Stato: torna la Maturità La prima novità è simbolica ma significativa. Dopo ventinove anni di onorato servizio, la denominazione ufficiale introdotta nel 1997 da Luigi Berlinguer viene accantonata. La prova torna a chiamarsi ufficialmente Esame di Maturità, recuperando una formula decisamente più tradizionale.
Le date e il calendario delle prove Rispetto alla consuetudine che vedeva le prove scritte iniziare a metà settimana, il debutto del 2026 è fissato per giovedì 18 giugno alle ore 8.30. Di seguito lo schema dei test:
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Giovedì 18 giugno: Prima prova scritta di italiano, identica per tutti i candidati.
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Venerdì 19 giugno: Seconda prova scritta, incentrata sulle discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio.
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Terza prova scritta: Prevista unicamente per specifici indirizzi didattici.
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Colloquio orale: Le date saranno gestite in autonomia dalle singole scuole, ma i colloqui non potranno iniziare prima che siano passati due giorni dalla fine degli scritti.
Come funzionano gli scritti La prova d’italiano iniziale avrà una durata complessiva di sei ore. I candidati si troveranno di fronte a sette tracce ministeriali suddivise in tre differenti macro-aree: due opzioni per l’analisi del testo letterario (tipologia A), tre tracce per il testo argomentativo (tipologia B) e due temi di attualità (tipologia C). Il Ministero suggerisce di sfruttare al massimo il dizionario di italiano, utile non solo per evitare errori di grammatica ma anche come fonte di ispirazione per sinonimi e concetti.
Il giorno successivo toccherà alla seconda prova, incentrata sulle materie d’indirizzo. Tra le discipline selezionate quest’anno figurano il latino per il liceo classico, la matematica per lo scientifico, la lingua straniera 1 per il linguistico e l’economia aziendale per gli istituti tecnici economici. I tempi di svolgimento variano a seconda della scuola: si passa dalle classiche sei ore della maggior parte dei licei fino ai tre giorni di lavoro (con sessioni giornaliere di sei ore) previsti per i licei artistici.
La rivoluzione dell’orale: stop alle scene mute Il cambiamento più drastico investe il colloquio. Viene eliminata la vecchia formula multidisciplinare basata su collegamenti liberi tra tutte le materie. L’orale si focalizzerà esclusivamente su quattro materie specifiche decise in precedenza.
L’interrogazione prenderà il via dall’analisi del Curriculum dello Studente per poi approfondire i quattro ambiti disciplinari, lo spazio dedicato all’Educazione Civica e le esperienze dei percorsi di orientamento al lavoro (ex PCTO). La presentazione del cosiddetto Capolavoro rimarrà invece un’opzione facoltativa.
Viene inoltre introdotto il divieto di fare scena muta. La misura si è resa necessaria dopo i numerosi casi registrati lo scorso anno, quando diversi candidati autosufficienti grazie ai voti degli scritti avevano deciso di non rispondere alle domande dell’orale. Con le nuove disposizioni, l’esame viene annullato se lo studente si rifiuta di sostenere il colloquio. A valutare i ragazzi sarà una commissione mista composta da un presidente esterno, due commissari esterni e due interni.
Requisiti d’accesso e il peso della condotta Per poter essere ammessi all’esame restano in vigore le vecchie regole: frequenza minima del 75% delle ore di lezione, partecipazione ai test Invalsi e un voto di comportamento pari almeno a 6 decimi…
Tuttavia, il voto di condotta assume adesso un valore specifico: chi viene ammesso con il voto minimo di 6 sul comportamento avrà l’obbligo di presentare e discutere durante l’orale un apposito elaborato sulla cittadinanza attiva e responsabile, a dimostrazione dell’importanza data all’aspetto civico e al rispetto delle regole all’interno della comunità scolastica.




