Mucca Pazza, la proprietà chiede confronto e tutela per i lavoratori
La gestione di Mucca Pazza ha diffuso una ricostruzione degli avvenimenti che hanno interessato l’attività a partire dal dicembre 2023, anno in cui la società ha rilevato un esercizio commerciale già esistente da oltre quindici anni.
Secondo quanto dichiarato dalla proprietà, la nuova gestione è subentrata senza costruire il locale, realizzare il gazebo o modificare le caratteristiche essenziali della struttura.
L’acquisto sarebbe stato effettuato facendo affidamento sulle autorizzazioni e sulle opere già presenti e utilizzate da molti anni. Alcune delle situazioni successivamente contestate risalirebbero, secondo la società, anche al 2003, quindi a un periodo precedente rispetto all’attuale gestione.
L’acquisizione dell’attività nel dicembre 2023
Nel dicembre 2023, Mucca Pazza ha rilevato l’attività commerciale già operativa.
La proprietà riferisce di aver investito risorse economiche, assunto personale e proseguito l’attività del locale, frequentato negli anni da famiglie e bambini per compleanni, incontri e momenti di svago.
La società sostiene di aver acquistato l’attività ritenendo regolari le autorizzazioni e le strutture esistenti al momento del subentro.
Gli esposti e i controlli nel 2024
Nel corso del 2024, dopo l’ingresso della nuova gestione, sono iniziati diversi esposti e segnalazioni.
Questi hanno determinato controlli da parte dell’Amministrazione e la revisione di autorizzazioni, titoli e situazioni amministrative esistenti da tempo.
Da quel momento si è aperta una vicenda caratterizzata da verifiche, contestazioni e provvedimenti amministrativi.
La società dichiara di non essersi mai sottratta ai controlli e di aver sempre collaborato con le istituzioni coinvolte.
I ricorsi tra il 2024 e il 2025
Tra il 2024 e il 2025, la società ha presentato diversi ricorsi davanti al Tribunale Amministrativo Regionale contro alcuni dei provvedimenti adottati.
Secondo la ricostruzione fornita da Mucca Pazza, in più occasioni i giudici amministrativi hanno sospeso o annullato gli atti impugnati, disponendo il riesame delle decisioni da parte dell’Amministrazione.
Nello stesso periodo, uno dei principali procedimenti penali avviati per presunti abusi edilizi è stato archiviato.
La proprietà riferisce che, in relazione a quel procedimento, è stata esclusa la sussistenza delle contestazioni formulate.
La disponibilità al confronto
Durante la vicenda, Mucca Pazza ha dichiarato più volte la propria disponibilità ad avviare un confronto con il Municipio XII e con i comitati di quartiere.
La società ha inoltre manifestato la volontà di realizzare interventi migliorativi, anche ulteriori rispetto a quelli previsti dalla normativa, con l’obiettivo di ridurre eventuali disagi per i residenti.
Tra gli interventi prospettati sono stati indicati lavori sull’insonorizzazione e sugli impianti.
La proprietà afferma di aver richiesto l’apertura di un tavolo di confronto tra le parti.
La Commissione Trasparenza del 26 settembre 2025
Il 26 settembre 2025, durante una seduta della Commissione Trasparenza del Municipio XII, la società ha ribadito pubblicamente la disponibilità a effettuare ulteriori investimenti sull’insonorizzazione e sugli impianti.
Nel corso della Commissione è emersa anche la possibilità di avviare un dialogo tra la proprietà, l’Amministrazione e gli altri soggetti coinvolti.
Secondo quanto riferito da Mucca Pazza, il confronto non si è successivamente concretizzato.
La decisione del TAR nel 2026
Nel 2026, una nuova decisione del TAR ha segnato un ulteriore passaggio della vicenda.
La società ha comunicato che analizzerà le motivazioni della sentenza e gli aspetti tecnici, amministrativi e giuridici collegati alla decisione.
Mucca Pazza ha inoltre dichiarato che continuerà a tutelare le proprie ragioni attraverso gli strumenti previsti dalla legge, nel rispetto delle istituzioni e delle norme.
Le conseguenze sull’attività e sui lavoratori
La proprietà sottolinea che la vicenda potrebbe avere conseguenze non soltanto sull’attività commerciale, ma anche sui lavoratori impiegati nella struttura e sulle rispettive famiglie.
Secondo la società, si tratta di persone che non avrebbero responsabilità rispetto alle situazioni amministrative sorte prima dell’arrivo dell’attuale gestione.
Mucca Pazza richiama quindi l’attenzione sulla necessità di considerare anche gli effetti occupazionali e sociali della vicenda.
L’appello della proprietà
La gestione non chiede al pubblico di schierarsi automaticamente a favore del locale, ma invita a considerare alcuni elementi della storia.
In particolare, la società richiama il principio della tutela di chi investe in buona fede in un’attività già esistente, quello della salvaguardia del lavoro e quello del dialogo tra le parti.
La proprietà invita inoltre i clienti e le famiglie che hanno frequentato il locale a raccontare la propria esperienza, condividere il messaggio e contribuire alla ricostruzione pubblica della vicenda.
Secondo Mucca Pazza, il dibattito non dovrebbe limitarsi ai titoli di giornale, ma tenere conto dell’intera successione degli avvenimenti.




